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Martina Spinaci: «Semplicità e molti assaggi la mia ricetta per il successo»

Ciao Martina, raccontaci il tuo blog: di cosa parla, quando è nato, come sta andando?

«Il mio blog è nato nel lontano giugno 2007 per un caso fortuito. In quel periodo il mio hobby principale era la pittura ad olio e mia sorella mi aveva parlato della possibilità di far conoscere la mia arte sul web utilizzando un blog. Io a quell’epoca avevo il computer solo da due anni e lo stavo imparando ad utilizzare da sola, l’idea di un blog mi sembrava molto lontana dalle mie possibilità, però sono anche una che ama provare le novità quindi, appurato che non avrei pagato un centesimo mi sono decisa e l’ho aperto su Blogspot. Si chiamava Pittrice per gioco e credo che sia ancora on line. Poi nel giro di poco tempo la passione per la pittura è venuta a mancare così come il materiale da condividere in rete. Mi dispiaceva accantonare il blog perché avevo visto che era un passatempo che mi riempiva qualche mezz’ora al giorno, però non sapevo più che raccontare a quel punto. Da questo mi è venuta l’idea di aprire un altro blog per parlare di una cosa che a casa mia non sarebbe mai mancata, ovvero la cucina!

Nella cucina di Martina il motto è "ingredienti semplici".

A quel tempo non c’erano tanti blog di cucina, o per lo meno io non li conoscevo, quindi ho iniziato andando a tentoni. La cosa però mi ha stancato presto sia per le scarsissime visite che per i pochi o quasi assenti commenti. Pensando che non interessasse a nessuno non l’ho semplicemente più aggiornato. Sono stata ferma un anno esatto. Nel frattempo mi sono comunque appassionata di cucina e sono approdata sul sito GialloZafferano.it anche loro nati da poco. Un giorno nella chat del forum, Deborah della redazione mi dice che aveva visto il mio blog di cucina… per fortuna che eravamo divise da un paio di monitor perché credo di essere diventata rossa come un pomodoro dalla vergogna! Infatti nemmeno ricordavo più la sua esistenza! Da quel giorno sono ritornata sul blog ed ho ricominciato ad aggiornarlo usando le ricette che nel frattempo avevo condiviso sul forum.

Nel 2008 il popolo dei foodblogger si era rimpinguato e finalmente avevo anche un riscontro in commenti ed in visite, insomma da quel giorno non mi sono più fermata! Ora mi ritrovo tra i primi risultati dei motori di ricerca ed ho una media di 1328 visitatori giornalieri e di 25900 pagine viste al giorno, statistiche AlterVista per il mese di Ottobre 2011. Sono in costante crescita ed il mio blog non ne risente anche se non lo aggiorno per una settimana, quindi direi che va bene, no?».

 

La ricetta della semplicità

 

Quali sono gli ingredienti che usi per scrivere sul blog?
«Gli ingredienti materiali sono i più semplici che si possano trovare sul mercato, se propongo una ricetta è perché l’ho fatta e l’ho provata. Non sono una chef, ma semplicemente una pigrona che si è vista diventare moglie all’età di 20 anni e mamma a 22, ed è stata costretta ad imparare a cucinare per la sua sopravvivenza e quella dei suoi cari! Anche qui mi ha aiutato la mia curiosità nel provare nuovi abbinamenti (e qualche sacco dell’immondizia riempito di nascosto con piatti che facevano veramente ribrezzo!).

La semplicità è un ingrediente che uso per scrivere sul mio blog dove raramente troverete post che non siano ricette. Non mi piace scrivere di me nei miei post, a parte una piccola introduzione se necessaria. Il mio stile di vita è basato su una frase “non propinare agli altri quello che darebbe fastidio a te” e cerco di applicarla ovunque. Mi sono spesso trovata ad ignorare post su blog “griffati” solo perché la ricetta era situata moooooooolto sotto ad un racconto di vita di una persona della quale conosco solo un nikname. Quindi penso che ciò che fa la Martina quando non cucina non interessi nessuno… e se a qualcuno dovesse per forza interessare mi aggiungerà su Facebook, ho il badge nel blog per trovarmi subito».

Il tuo piatto forte?
«I passatelli!!!! Da buona Nord-marchigiana che ha influenze romagnole adoro la pasta fresca e i passatelli sono uno di quei piatti che mi viene bene in qualsiasi modo decido di prepararlo e, guarda un po’, anche questi sono fatti con pochi e semplici ingredienti… tanto che si mangiano bene pure senza condimenti».

I passatelli di Martina nella variante al persico e finferli

 

Successo a tavola

 

Hai creato una community intorno al tuo sito, come sei riuscita a coinvolgere i tuoi lettori? Che strumenti hai usato?
«Non lo so, non credo che debba essere io a dirlo. Però dato che me lo chiedi mi ci hai fatto pensare. Mia sorella dice che ce l’ho nel DNA, proprio in questi giorni mi ricordava come quando ero sedicenne avevo creato una mia piccola community di amici di penna… ero arrivata a più di 90 corrispondenti da tutta Italia! Alla fine ho lasciato perdere per mancanza di tempo e perché cominciava a costare un patrimonio in francobolli, e pensare che nella realtà sono una persona molto taciturna, potrei stare anche tutta la giornata senza dire una parola ad alcuno e non ne sentirei la mancanza. Però mi piace scrivere. Ogni tanto comincio anche a scrivere un romanzo… penso di averne iniziati una decina ormai! Comunque nonostante io sia nata nei primi anni settanta (a proposito lo sai che compio 40 anni proprio il 22 dicembre del 2012? Farò una grande festa alla faccia dei Maya!) mi sento a mio agio nel web.

Una mia cara amica un giorno mi ha detto che faccio proseliti perché sto nel mezzo tra i cervelloni (voi) che chiamate un archivio host e le casalinghe che Lost lo guardano in TV! Se ho usato degli strumenti per ottenere tutto il seguito che ho l’ho fatto a mia insaputa, sono su Facebook da tanto tempo, ma ci sto perché mi diverto, non è che mi sono iscritta con l’intento di usarlo a mio favore. Ho il profilo pubblico e aperto a tutti perché non ho nulla da nascondere e se qualcosa non lo voglio far sapere semplicemente non lo dico, penso che le persone apprezzino di me anche questo mio lato così aperto e sincero, raramente ho ritrattato qualcosa che ho scritto… anzi non credo che mi sia mai capitato».

Da qualche mese la piattaforma del tuo blog è cambiata, passando ad AlterVista, cosa te ne pensi?
«Mi trovo benissimo con questa nuova gestione! Io vengo per prima cosa da Blogspot, poi nel 2009 mi è stato chiesto di diventare il tester della piattaforma Giallo Zafferano gestita da Giallozafferano. L’intenzione e l’idea sono state buonissime, io ci ho creduto veramente tanto anche se non avevamo i mezzi per avere una macchina a pieno regime. Infatti parecchi blog che avevano aperto con noi hanno preferito trasferirsi altrove a causa di vari malfunzionamenti che spesso la piattaforma aveva. Da qui l’idea della redazione di chiedere aiuto ad AlterVista, e per fortuna! Ora funziona tutto benissimo! I nostri blog sono su WordPress e i ragazzi di AlterVista tengono tutto sotto controllo, posso dirmi assolutamente soddisfatta di questo matrimonio… in più sono italiani! Quando ero su Blogspot era un delirio non solo avere una risposta ma anche capirla! Diciamo che qui si potrebbe andare a suonare alla loro porta… ;)».

 

Guadagnare divertendosi

 

Su AlterVista-GialloZafferano puoi aprire gratis il tuo blog e se inserisci i banner pubblicitari anche guadagnare soldi veri. Come ti trovi?
«Sto diventando ricca!!!! Scherzi a parte, ho usufruito per due anni degli AdSense di Google, in pratica, in questo lasso di tempo, ho ricevuto 4 assegni di 75 € l’uno di cui 7 € andavano spesi in tasse perché i soldi venivano dall’Irlanda. Diciamo che spesso avevo pensato di cancellarmi dal programma perché per andare a depositare l’assegno in posta perdevo anche del tempo prezioso.

Una volta approdata sulla nuova piattaforma, a giugno di quest’anno, avevo deciso di non rinnovare gli AdSense e di non mettere la pubblicità AlterVista. Un giorno girovagando sul forum di AlterVista in cerca di aiuto per altre cose, mi sono imbattuta per caso in un post che parlava di pubblicità. Siccome le novità mi stuzzicano ho detto: “perché no?” ho provato e ho cominciato a vedere con molto stupore i miei guadagni aumentare… confesso che fino a che non ho richiesto il primo saldo dentro di me il pensiero era “ci sarà di sicuro la fregatura” e invece arrivata a 36 € ho potuto chiedere il saldo che mi è stato accreditato sul mio conto Paypal. È filato tutto liscio come l’olio e addirittura ai primi di ottobre ho chiesto il secondo saldo. Insomma una volta al mese dovrei riuscire a prendere questi soldi. Non sono tantissimi ma diciamolo… è un blog, non è mica un lavoro! Penso che userò quei soldi per comprare degli attrezzi da cucina e del materiale da utilizzare per le mie ricette… già ho comprato delle tazze da cappuccino che nelle foto sono la fine del mondo!».

Cosa diresti per convincere qualcuno ad aprire o trasportare un blog su questa nuova piattaforma?
«Direi che questo è il paradiso dei blogger! Ti permettono di aprire un blog gratis su WordPress e con tutta l’assistenza e la competenza di bravi tecnici sempre presenti, ti danno la visibilità di Giallo Zafferano: un nuovo blog ogni volta che pubblica supera alla grande anche le 300 visite perché il suo post viene visualizzato nella home page dei blog e in quella del sito quindi ti danno una spinta notevole per farti conoscere nella blogosfera e in più, se vuoi, ti pagano anche in soldi veri senza che tu faccia nulla se non divertirti con il tuo blog. Cosa si può chiedere di più? Penso nulla!».

Il blog di Martina Spinaci: Nella Cucina di Martina.

Michela Murgia: «I miei blog»

Abbiamo chiesto a Michela Murgia – scrittrice: il suo ultimo libro è Ave Mary e con Accabadora ha vinto il Premio Campiello 2010, di raccontarci il suo sito personale.
Partendo dal primo blog che ha aperto, nel 2006.

Come era il tuo primo blog, da che esigenza partiva?
«Dall’urlo contro le cose che non potevo cambiare. Mi sembrava che le parole potessero aiutarmi a fare almeno una piccola differenza per me, facendo diventare tangibile un mondo che nessuno sapeva che esistesse, quello dei call center, e nessuno voleva in fondo credere che ci fosse».

Come è diventato un libro [Il mondo deve sapere. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria] e poi un film [Tutta la vita davanti]?
«Questo resta un mistero. Un editore mi contattò per pubblicarlo e io ci credevo così poco che ci ho messo un mese ad accettare. Chi poteva prevedere che ne sarebbe venuto fuori tutto questo? Il film è stato un tassello ulteriore, ma ancora non mi capacito di come queste cose mi siano arrivate in mano senza che neanche le cercassi. Internet ti cambia la vita per il solo fatto di esistere, a volte non serve nemmeno fare molto di più».

Il blog ti è servito come palestra di scrittura? per l’allenamento quotidiano, il riscontro immediato con i lettori?
«Non mi è servito come palestra di scrittura, ma sicuramente come luogo di consapevolezza e come laboratorio dove sperimentare l’orizzontalità dei flussi di comunicazione, una cosa che da scrittore, relazionandomi solo con la mia pagina, non ho più modo di vivere. Scrivere quelle cose nel blog le ha trasformate, attraverso la condivisione e lo scambio, in un fatto di tutti, da cui nessuno poteva sentirsi escluso».

E ora come usi il tuo sito?
«Come archivio, cartellone pubblicitario, sfogatoio… continuo ad avere con il sito un rapporto di casualità e di necessarietà. A volte non lo aggiorno per una settimana, a volte scrivo tre post in un giorno. Molti mi chiedono dove trovo il tempo, ma la verità è che oggi non saprei più vivere senza uno spazio mio dove dire quello che penso, senza l’incubo del numero di battute, dell’opportunità, del registro colto o chissà che altro».

Cosa ti interessa sul web ?
«I siti d’opinione ben fatti, le analisi politiche, la fruibilità dei reportage che non ho il tempo di andarmi a cercare in edicola».

E cosa ti annoia invece?
«Il rimasticato, lo scambio di informazioni già note, il mainstream nel senso più deleterio. Parlare del già detto è una pratica televisiva».

Il sito di Michela Murgia è qui.

I risultati dei siti hosted by AlterVista ai Blog Awards 2011

Evviva, il miglior blog e il miglior post del 2011 sono ospitati da AlterVista e inoltre diversi siti hanno ottenuto un ottimo risultato.

Secondo la votazione popolare (17.599 voti unici) dei Macchianera Blog Awards Spinoza è – per il terzo anno consecutivo – il miglior blog dell’anno, oltre al miglior blog di Satira.

Il premio per il Miglior post dell’anno è andato a 140 News Net con ” l’annosa questione della moschea di #Sucate a Milano“, dove si ricostruisce la storia e la rassegna stampa dell’incidente diplomatico tra un anonimo account twitter e lo staff del candidato a sindaco di Milano Letizia Moratti.  Qui il podcast della trasmissione: In diretta da Sucate che 140 NN ha dedicato ai problemi dell’immaginario quartiere.

Siamo inoltre molto felici che Giallo Zafferano, per il secondo anno consecutivo, abbia vinto come Miglior Blog Culinario. Da qualche mese è AlterVista che orgogliosamente fornisce la piattaforma hosting per i blog di Giallo Zafferano.

Ma i siti ospitati da AlterVista, candidati nelle diverse categorie, erano moltissimi e anche se non si sono aggiudicati il primo posto si sono fatti onore.

L’Isola dei Cassintegrati è arrivata al secondo posto, nella gara tra i Migliori Blog a Sfondo Sociale, per un soffio: appena 17 voti, come dichiarato Gianluca Neri dal palco nella serata della premiazione. La stessa Isola che si è piazzata terza tra i Blog Rivelazione dell’Anno.

Secondo posto anche per Bukowski, il sito di racconti ispirati allo stile del popolare scrittore, nella categoria Miglior Blog Lettarario.

Un bel risultato per Bimbo Alieno, il sito di informazione economico-finanziaria, che arriva terzo come Miglior Blog Personale e già rilancia l’appuntamento per il prossimo BlogEconomy Day, l’evento che riunisce i blogger economici italiani.

Terzo, tra i blog turistici, Globe Trotter il sito di informazioni e racconti di viaggi.

Quarti si sono classificati Il Potatore nella categoria Blog a Sfondo Sociale, Pham Anh Vu per i Blog Fotografici (Sara Gambelli è arrivata quinta in questa categoria), Heart of Glass tra i Blog Musicali, Pensoscrivo – che aveva vinto l’anno scorso – per la miglior grafica e Io Ricordo Genova tra i Blog Politici.

FrenckCinema è arrivato quinto tra i blog cinematografici, Io Ricordo Genova ha ottenuto anche il quinto posto nei Blog a sfondo sociale e Il Corriere della Sera ha intervistato la sua fondatrice Claudia Vago a margine della Blogfest.

Nello stesso articolo c’è anche una citazione del lavoro editoriale dello staff di AlterVista.

[update (6/10/2011): le classifiche definitive: complimenti a 140NN, Michela Murgia, Lo Smontatore, Reality House, Random Blog, Tabacaria, Tutto in 30 secondi, Amami! e Scaricabile per le migliaia di voti che hanno raccolto.]

Mille ringraziamenti a Gianluca Neri e a tutta l’organizzazione della Blogfest.

Inviati speciali al Festival di Internazionale

Da oggi una delegazione dello staff di AlterVista sarà a Riva del Garda alla Blogfest 2011. In questi stessi giorni c’è un altro appuntamento molto interessante.

Sulla nostra bacheca di Facebook abbiamo notato un post di Rette Incidenti che abbiamo voluto approfondire.

Cos’è Rette Incidenti?
«Siamo tre ragazzi, due laureati in materie scientifiche e un laureando in lettere e quest’estate abbiamo aperto un blog: RETTE INCIDENTI. Il nostro intento è sottolineare come in quest’era multimediale le persone e le notizie si scontrino in tempo reale e che queste conoscenze incidano, anche in modo latente, sul pensiero di ognuno. RETTE INCIDENTI si può intendere con duplice significato: sia come l’incrocio di rette (notizie), sia come rette che incidono su qualcosa.
I nostri post nascono dalla lettura di notizie principalmente italiane a carattere politico, sociale, economico. Sono riflessioni, a volte molto personali, che vorrebbero spronare il lettore a considerazioni individuali per commentare o criticare i nostri pezzi.

Ovviamente, essendo on-line da pochi mesi, la partecipazione al nostro blog è ancora scarsa ma contiamo di interessare sempre più persone, anche grazie alla nostra partecipazione al Festival di Internazionale a Ferrara».

Il Festival di Internazionale a Ferrara

Avete ricevuto l’invito per partecipare al Festival di Internazionale in quanto blogger, com’è andata?
«Il Festival di Internazionale è una manifestazione di tre giorni, in cui vari giornalisti di tutto il mondo sono invitati a partecipare e a discutere di varie tematiche. Poiché uno dei nostri componenti abita a Ferrara (mentre gli altri sono di Genova), siamo a conoscenza dell’esistenza di questa manifestazione da anni… anni in cui abbiamo assistito come semplici spettatori. Quest’anno, finalmente, grazie al nostro neonato blog, prenderemo parte come intervistatori. Abbiamo, infatti, partecipato ad una selezione on-line e ci siamo piazzati tra i primi 20 blog, vincendo l’accredito per il festival d’Internazionale a Ferrara».

Cosa vi interessa del Festival di Internazionale?
«Sicuramente butteremo l’occhio verso gli incontri sui black block e il G8 di Genova, parteciperemo alle discussioni sulla finanza etica, sull’ambiente e territorio, sul web e sui giovani. Queste sono le nostre previsioni… ma per sapere come è effettivamente andata dovrete aspettare la nostra prossima intervista e navigare sul nostro blog».

Appuntamento alla Blogfest 2011

Week end di Blogfest: venerdì, sabato e domenica (30 Settembre, 1-2 Ottobre) a Riva del Garda. Qui il programma, qui il sito ufficiale.

Lo Staff di AlterVista sarà presente con una folta delegazione per partecipare ai molti eventi in programma e fare il tifo per i numerosi siti ospitati da AlterVista, in gara per i premi come Migliori Blog dell’anno. Le votazioni si sono chiuse e non resta che aspettare sabato sera per sapere come andrà a finire.

Si possono seguire gli aggiornamenti su Twitter e Facebook.

 

 

#io ricordo Genova, condividere una memoria collettiva

Abbiamo chiesto a Claudia di raccontarci cos’è il sito che raccoglie ricordi sui giorni del G8 tenutosi a Genova nel luglio del 2001.

Quando vi è venuta l’idea di #io ricordo Genova?

«Un mese prima dell’anniversario [luglio 2011] ci siamo trovate a parlarne, io e Auro, una sera in chat. Ci è venuta voglia di fare qualcosa che servisse innanzitutto a noi, che ci aiutasse a esorcizzare il ricordo di quelle giornate, che era per entrambe molto vivo. Entrambe usiamo il web per lavoro, scriviamo abitualmente per il web e i social network: decidere di aprire un blog è stato naturale».

I leader politici presenti a Genova al G8 del 2001

Cosa volevate quando avete cominciato?

«Volevamo ricostruire quelle giornate. Ma non le manifestazioni, gli scontri, i black bloc, la Diaz e Bolzaneto. Volevamo che chi, come noi, sentiva ancora vive nel ricordo quelle giornate ci raccontasse cosa aveva fatto, come aveva vissuto quei giorni, che maglietta portava, quale canzone ricorda di aver ascoltato, con chi era uscito a bere una birra. Insomma, la vita normale in giorni che di normale non hanno avuto nulla».

Tu dov’eri durante il G8 del 2001 ?

«Ero qui dove abito ora, nell’Appennino Reggiano. Gestivo insieme al mio moroso di allora il bar della bocciofila del paese, in un bosco di castagni secolari. Lui si preparava da mesi ad andare e così io sono rimasta».

Murales a Milano, 16 November 2007

I racconti continuano ad arrivare ?

«Abbiamo smesso di “spingere” nella promozione del progetto, ma quando capita di linkarlo per qualche motivo i racconti arrivano ancora. Segno che forse non era un bisogno solo nostro quello di rivivere e raccontare quelle giornate».

Alcuni dei racconti vi hanno sorpreso o colpito in modo particolare?

«Mi ha colpito, in generale, il fatto che una grossa percentuale dei racconti venga da persone che, come me e come Aurora, non era a Genova in quei giorni. Credo che sia proprio vero che le giornate del G8 di Genova hanno segnato la nostra memoria collettiva, come lo sbarco del primo uomo sulla luna o l’11 settembre. Quando abbiamo lanciato questo progetto era un’ipotesi, ora sento di poter dire che è così».

#io ricordo Genova è in corsa come Blog rivelazione, Miglior Blog Politico e Miglior Blog a  Sfondo Sociale ai Blog Awards del 2011, puoi votarlo qui.

 

Il Potatore, tra ecologia e giardinaggio

Abbiamo chiesto a Il Potatore (il Prof. Santi Triscari) di raccontarci il suo sito, che per il secondo anno consecutivo è in finale per i Migliori blog dell’anno.

Di cosa si occupa Il Potatore?

«“Il potatore” è nato nel 2008 come sito scolastico per avviare ragazzi dell’ Istituto Tecnico Agrario all’interesse sulle tematiche ambientali, scolastiche,  sociali  e del vivere in comunità e nel rispetto della natura e degli animali . In questo primo periodo diversi sono stati  gli articoli scritti dagli alunni con punte molto originali e, come succede a scuola, con qualche “copiato”».

Il potatore, ecologia e giardinaggio

Vi sono anche consigli pratici su come curare e gestire un giardino?

«Dalla collaborazione con il locale giornale di Bergamo nel quale tenevo una rubrica di giardinaggio e orticoltura ho ripreso numerosi articoli che erano maggiormente indirizzati a ad un target di lettori pensionati o con l’hobby del giardinaggio e/o dell’orticoltura. Per questo veniva utilizzato un linguaggio poco tecnico e ricco, invece, di consigli pratici e di immediata attuazione».

Il potatore, consigli pratici per il tuo giardino

Il tuo blog è in corsa come Miglior blog a sfondo sociale per l’edizione 2011 dei Blog Awards (è stato candidato anche nel 2010 come Miglior blog ecologico). In che modo il tuo blog si occupa di tematiche sociali?

«Catastrofi naturali e derivate dall’azione dell’uomo, ambiente, natura, ecologia domestica, riciclaggio, sana alimentazione, energie alternative: queste sono alcuni dei temi che si possono trovare nel blog e soprattutto tematiche relative l’utilizzo delle specie vegetali adatte a ridurre l’inquinamento da rumori e da smog, dall’ eccessiva insolazione, da co2 e da anidride solforosa. Nelle pagine di giardinaggio, invece, trovano spazio la cura di piante da giardino e da interno. In ultimo, la nuova rubrica “l’esperto risponde” svolge un rapido servizio di risposte ai lettori e, ammettiamolo, “socialmente molto utile”».

Il potatore, uno sguardo ecologico

Visita Il Potatore, votalo tra i Migliori blog dell’anno.

Amami! dalla parte degli animali

Abbiamo chiesto a Silvia di raccontarci il suo blog (visita Amami!, qui puoi votarlo come Miglior Blog a sfondo sociale.)

Quando è nato Amami! ?

«Il blog Amami! è nato a fine agosto dello scorso anno. Circa tre mesi prima è nata la pagina su Facebook. Ho creato la pagina perché mi sembrava un modo semplice e molto veloce per comunicare le mie idee ad altre persone. A partire dal nome (piuttosto diretto: volevo che fosse proprio un imperativo!) e da divertenti note con belle immagini, ho cominciato pian piano a “impastare” il mio pensiero. L’intento era quello di condividere alcuni temi animalisti in chiave positiva: niente foto shock o messaggi minacciosi, solo proposte di buoni comportamenti. Quando ho visto che la pagina riscuoteva successo, ho cominciato a sentirmi un po’ stretta fra i link di Facebook… e così sono arrivata ad Altervista! In realtà è stato DarkWolf che mi ha dato la “spintina”… essendo profondamente amici e condividendo lo stesso pensiero sugli argomenti trattati, mi ha messo a disposizione la sua competenza e mi ha dato un grande aiuto da “dietro le quinte”. Da quel momento ho trasferito tutti i contenuti sul blog e Facebook si è trasformato semplicemente in un “megafono”».

Amami! dalla parte degli animali
Po e De De mangiano la loro torta di compleanno. Foto di Dominique Faget/AFP/Getty Image

La tua fan page su Facebook continua a essere molto seguita (circa 27.000 like), com’è il dialogo con chi ti scrive ?

«Il dialogo con chi mi segue non è semplice: ho contatti con persone splendide, ma ho avuto a che fare anche con numerosi “attaccabrighe”. Gli argomenti trattati talvolta accendono gli animi e occorre svolgere costantemente un’azione di moderazione dei commenti. Comunque, devo dire che col tempo gli utenti sono notevolmente migliorati! Probabilmente si sono selezionati: comprendendo i miei intenti, i molti ragazzini che cercavano link “cuoriciosi” per i loro partner mi hanno abbandonata (il titolo della pagina può trarre in inganno!), lasciando spazio a persone più consapevoli. Gli utenti della pagina, secondo le statistiche Facebook, sono in maggioranza donne (80%), tra i 20 e i 40 anni. Ho cercato più volte di far coraggio alla componente maschile… poi mi sono arresa all’evidenza, convincendomi: pochi ma buoni!

Attualmente ricevo molta energia dai commenti degli utenti: sia dalla pagina, sia dal blog, mi scrivono per complimentarsi per quello che faccio. Questo mi dà la forza di impegnarmi più a fondo anche quando attraverso un periodo difficile a livello personale o lavorativo.
Ci sono anche persone che mi chiedono aiuto per situazioni di emergenza: animali in difficoltà o in situazioni di degrado e abbandono. Cerco di fare il possibile, facendo da ponte con le associazioni locali o mettendo a disposizione le mie conoscenze.

Su Amami! ricette veg*
Un merlo indiano a Manila. Foto di Noel Celis/AFP/Getty Images

«Nell’ultimo periodo sto cercando di allargare lo staff di Amami!, aprendo la porta sia a chi vuole scrivere un articolo per un giorno, sia a chi desidera impegnarsi più a fondo e collaborare in modo continuativo. La prima sezione che ho dato in gestione è stata quella relativa alle ricette di cucina veg*: io sono una frana in cucina e quando è arrivata Valentina (nickname juneau) mi sono sentita mooolto sollevata! (non potevo continuare a sostenere la scelta veg* senza proporre una sezione di ricette valide!). Poi è arrivata Marzia, una scrittrice che mi aiuta a ricordare che la realtà non sempre dev’essere esposta sottoforma di fatti di cronaca, ma si può anche intrecciare magicamente con il mondo dei racconti fiabeschi. Quando ho ricevuto la sua proposta sono stata molto felice, perchè il blog rischiava di perdere quella “morbidezza” che aveva nel momento in cui era nato, ma che aveva leggermente perso col tempo.

«Sono molto grata ad entrambe e spero vorranno accompagnarmi a lungo nella strada del blog! Gli altri collaboratori sono entrate recenti, quindi non ne posso ancora parlare in modo approfondito. Comunque, alcuni di loro mi aiuteranno a riportare notizie di blog esteri tradotte appositamente per Amami!, altri cercheranno di offrire il loro contributo con esperienze personali, recensioni di libri, e altro ancora (coming soon… !)».

Amami!
Il pinguino neozelandese Happy Feet torna verso il mare. Foto di Hagen Hopkins/Getty Images

Di cosa si occupi più volentieri?

«Domanda difficile! Tutto quello che ho inserito nel blog mi appassiona. Non solo sulla carta (ops! sullo schermo!), ma anche e soprattutto nella realtà.
Il messaggio più importante che volevo trasmettere nei primi tempi riguardava la scelta veg*: dopo anni di vegetarismo mi ero stancata di rimanere in silenzio, ma non volevo diventare assillante con le persone che incontravo. Quindi ho pensato: “lo scrivo lì, chi vuole può leggere, chi non vuole chiude la pagina!”. Poi, naturalmente, ho subito allargato il discorso ad altri ambiti, ad esempio: come prendersi cura degli animali che vivono intorno a noi, da quelli domestici a quelli selvatici (e qui ho sfruttato anche la mia esperienza in un cras, centro recupero animali selvatici). Grande attenzione ho dedicato al cruelty free (dalle pappe per gli animali ai prodotti per gli umani) e alla lotta alla vivisezione.
La chiave di lettura condivisa, che vorrei distinguesse un po’ il mio blog dagli altri, è la positività: credo che non sia molto utile parlare di cosa è sbagliato, piuttosto confido nel buon esempio. Alcuni hanno criticato questa mia linea guida, sostenendo che le foto shock o le parole schiette risvegliano più di qualsiasi altra cosa. Non lo metto in dubbio…semplicemente credo che ce ne sia già a sufficienza di orrore e io non intendo diffonderlo ulteriormente.
Quindi, in una parola, mi occupo volenteri di tutto ciò che credo possa portare del “bene”!»

Su Amami! pappe cruelty free e alla lotta alla vivisezione
Coniglio da competizione. Foto di Ralph Orlowski/Getty Images

Il tuo blog è candidato come Miglior blog a sfondo sociale per l’edizione 2011 del Blog Awards, in che modo ti occupi di temi sociali?

«Col blog mi occupo di temi sociali dando voce alla parte più indifesa della società: gli animali. Loro non hanno voce, siamo noi la loro voce.
Ho ricevuto testimonianze di alcune persone che, grazie a ciò che hanno letto sul mio blog, hanno cambiato radicalmente o parzialmente la loro alimentazione. Per me questo significa che un certo numero di animali sono salvi grazie a quello che ho scritto. Non nascondo la mia commozione…è anche questo che mi sprona a continuare e migliorare.
Senza voler scadere in frasi fatte, credo che la società si regga sull’amore. Non l’amore banalizzato di cui ci danno visione i media, ma quello profondo, che cambia le persone e il loro modo di agire, quello che stravolge gli animi. Quel tipo di sentimento non lega solo le persone fra di loro, ma anche le persone con gli animali. Credo profondamente nell’educazione come mezzo per ristabilire un rapporto più giusto e sano con gli animali non umani. Questo, probabilmente, arricchirebbe e migliorerebbe anche i rapporti fra gli animali… umani.
Non per niente il motto che porto avanti è: “Amami, io amerò te. L’amore che dai torna indietro.”»

Amami!
Tigri di Sumatra, di due mesi, che giocano. Foto di Michal Cizek/AFP/Getty Images

Visita Amami!, qui puoi votarlo come Miglior Blog a sfondo sociale.

Scaricabile, peggio della satira

Abbiamo fatto qualche domanda alla redazione di Scaricabile.it

Ma come mai siete così cattivi?
«Perché ci disegnano col paint. Ah, no, quello è il 90% della satira che gira su facebook.
Ad ogni modo non è difficile risultare cattivi con la concezione di satira che si è voluta passare alle masse, sostenendo in pratica che lo sfottò è il limite oltre il quale la satira non debba eccedere. Peccato la satira non abbia un cazzo a che fare con tutto questo, è un ribaltamento di valori, non può essere giudicato come tutte le altre cose. Il criterio del buon gusto è paradossale per qualcosa che oscilla tra il sacro ed il profano. Noi semplicemente non guardiamo in faccia a niente e nessuno, inclusi i dogmi della satira preconfezionata, che sai già dove andrà a parare; o di quella a cui parte la salivazione appena esce un’ansa di Gasparri. Diciamo quello che pensiamo vada detto, anche quando lo schiaffo che diamo finisce anche sulle nostre facce. O sui miti dei più: bile su terra (21-11-10)»

Scaricabile, peggio della satira, qui prende in giro il Fatto Quotidiano

Cos’è Scaricabile? Una rivista, un sito o un libro?
«E’ un progetto satirico che di volta in volta prende le forme che gli sono più congeniali. Che vuole essere riconosciuto per il come affronta le cose piuttosto che per il mezzo utilizzato.
Vorremmo specificare una cosa riguardo al libro: qualcuno sta cercando di farlo passare come una mossa commerciale, nonché come l’inizio di un declino dei contenuti per andar incontro “alle vostre facoltà mentali”.
Invece la verità è che si tratta della scommessa di un’associazione culturale e l’unico aspetto economico che ci interessa è riuscire a far andare in pari il nostro editore. Per cui gli unici soldi che ci ritroveremo in tasca saranno i 5 euro ritrovati casualmente in un vecchio paio di jeans».

Avete una gran varietà di contenuti: fumetti, scritti lunghi e brevi, grafiche. Come funziona, in quanti siete, andate d’accordo tra di voi?
«Dall’inizio (autunno 2008) fino a oggi saranno passati da noi qualcosa come una settantina di collaboratori. Quelli più stretti dovrebbero essere una trentina. Sì, andiamo d’accordo altrimenti non ci saremmo mai trovati. Il web impone e facilita delle scremature: se ti incontri sul web la casualità ha un ruolo minore nel lungo periodo.
Considerando che molti si sono aggregati per interesse e stima verso il progetto non è difficile andare d’accordo. Poi ovviamente ci sono visioni personali che emergono, ma come in tutte le cose. A livelli di temi e opinioni la libertà è massima e trovano spazio anche sguardi distanti tra loro, a patto di essere pungenti e basarsi su punti di vista ben argomentati».

Su Scaricabile: fumetti e grafica.

La satira è solo liberatoria o serve a cambiare qualcosa?
«Ottima domanda. O forse no.
Più che altro fare satira ha un aspetto liberatorio.
E’ liberatoria o catartica quando mira a liberarci dalle certezze stantie, che magari ci fanno deformare ogni analisi con gli occhi del tifo.
Ma in senso reazionario la satira non lo è.
A meno che non sia consolatoria, quel tipo di materiale che ripete semplicemente quanto sono forti i nostri nemici e quanto bravi saremmo noi se solo fossimo al potere.
Quanto al cambiare qualcosa, idealmente una buona satira che sappia leggere il proprio tempo rafforza dubbi, smuove convinzioni, aiuta a mettere a fuoco qualcosa che in qualche modo c’è già, aiuta a prenderne coscienza. Ma dopo un certo punto non può essere parte attiva, perché non sarebbe più satira se diventasse propaganda o peggio ancora, potere.
Non a caso si dice che la satira non ha padroni.

L'allegro premier di Cani & Porci, su Scaricabile

5 link imperdibili su Scaricabile.
«Difficile scegliere, ma una panoramica può essere questa:

1 – 10 motivi per essere  favore delle centrali nucleari in Italia.

2 – Wiki Poppins.

3 – The Number 18.

4 – Sia fatta la tua volontà.

5 – La clitodissea.

A cui ovviamente vanno aggiunti l’archivio dei 33 numeri della rivista in pdf e il post del libro. Mi raccomando: fatene scorta per l’inverno, prende fuoco facilmente».

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