Bastonate, nel senso musicale

Ci sono validi motivi per ritenere che Bastonate sia uno dei migliori blog in circolazione, puoi cominciare, Francesco, elencando alcuni di questi motivi?

«Mi piace pensare che sia per la bontà dei pezzi che ci scriviamo dentro. Sembra una risposta stupida (essendolo), ma Bastonate non ha nessuna idea forte alla base, e quindi dev’essere solo per la roba che ci sta sopra. Intendo dire: i blog di solito si distinguono dalla massa perché suppliscono a un bisogno specifico o ne creano uno che il pubblico può sapere o non sapere di avere (esempio: il sito più importante della storia di internet è beedogs.com, ma prima di beedogs.com non erano in molti ad avvertire come primaria l’esigenza di possedere foto di cani vestiti da ape). Invece Bastonate te lo spari se vuoi leggere qualcosa in senso classico per una decina di minuti, articoli da rivista che però credo nelle riviste non si leggano (non so perché, è colpa loro). E io alla fine della prima domanda sono in imbarazzo».

Il logo di Bastonate

Allora facciamo finta di niente e torniamo indietro, a raccontare Bastonate a chi Bastonate non lo conosce: un sito sulla musica.

«In pratica io e altra gente ci droghiamo di riviste (musica e altro, web e carta) da una ventina d’anni. Nel blog abbiamo preso tutta la roba figa che usciva una volta nelle riviste e la roba che avremmo voluto leggere nelle riviste e non è mai uscita, e certa roba che non avremmo mai concepito di poter scrivere ma poi abbiamo scoperto che funzionava; le abbiamo prese e le abbiamo messe dentro al blog».

«E dall’altra parte abbiamo preso tutta la roba che nelle riviste e sul web ci rompeva le palle (recensioni di ordinanza, interviste, news) e l’abbiamo buttata nel cestino. Quello che è rimasto, abbiamo scoperto, è un agglomerato di psicosi da ciccioni trentenni fissati con i dischi e incapaci di uscirne, il che ha reso Bastonate un blog interessante anche fuori dal giro degli psicotici musicali. Il tutto secondo un assunto culturale banalissimo ma poco applicato: quasi tutti quelli che scrivono di musica si mettono al servizio dei dischi di cui parlano; noi usiamo la musica come una specie di scusa per scrivere roba».

«Tipo, ogni tanto salta fuori qualcuno che dice “leggo tutti i pezzi e penso che siate le persone che ne capiscono meno di musica al mondo”. Voglio dire, non è male che qualcuno che non ti dà alcuna autorevolezza critica continui ad apprezzarti, no?»

Una dichiarazione di intenti

A volte penso che Bastonate sia un blog su internet. Su cosa fa internet alla musica, d’accordo; ma, a volte, su Bastonate, la musica, sembra un pretesto per ragionare su cosa faccia internet a noi, in generale. Come la fantascienza che usa alieni e astronavi per raccontare la società contemporanea: il gioco degli specchi della scrittura di genere, dove il vostro genere è la critica musicale.

«Sì è una teoria interessante, non so se la condivido molto. Forse molta della roba che scrivo ha a che fare col fatto che si è passati da una situazione di estrema incomunicabilità anni novanta a un eccesso di forme espressive, al moltiplicarsi dei canali».

«Intendo, le persone che scrivono di questi tempi tendono ad essere attive su più canali contemporaneamente, e cercano di usarli tutti a scopi promozionali. Vuol dire che tipo su Twitter o Facebook o via email devi essere sempre un po’ sloganistico e interessante e non dire mai niente che ti bruci dei ponti; a lungo andare questa cosa tende a diventare un modo di scrivere in generale, lo sviluppo è che si interrompe la lettura dei passaggi interlocutori nei libri per andare a vedere se il Pecora ha postato qualche foto di Povia su Facebook e via così».

«Ok, nel momento in cui scrivo credo che questa noia di fondo e questo bisogno di vuoto saltino fuori, per cui se nei primi anni duemila potevo concepire di perdere tre pagine di testo in chiacchiere, oggi tendo a pensare a blocchi e a scrivere in un modo più simile a quello dei miei consumi quotidiani. Volendo è una metafora della tossicodipendenza. Magari fermami tu quando pensi che stia scacciando troppa figa».

Bastonate recensice Sanremo

«Dicevo, comunque: in Italia la persona che ha inglobato questa caratteristica con i migliori risultati è Violetta Bellocchio, la quale mi ha influenzato moltissimo, e quindi forse il fatto che Bastonate possa sembrare uno specchio di internet, non so, immagino possa esserlo nella misura in cui lo sono quasi tutti i blog (voglio dire, esistiamo su internet) e che dipenda da questa particolare evoluzione del linguaggio».

«Poi boh, non è che sto cercando di fregare nessuno. Di base ti parlo di musica perché vorrei parlarti di musica, mi capita di andare fuori tema perché non ho disciplina».

«Ho risposto?»

Ultima cosa: come ci si sente a essere arrivati prima di Radio Deejay come Miglior Blog Musicale del 2013? 

«Già finita? mi stavo prendendo bene :D»
«Quando ti premiano, e nei giorni successivi succede roba assurda.
La gente ti abbraccia con questi occhi meravigliosi e ti dice cose che ti fanno sentire uno scrittore, un editorialista del Corriere, non so come spiegarlo. Arriva uno e dice che il fatto che Bastonate abbia vinto è il trionfo dello spirito originario della scrittura nei blog, che c’è ancora speranza, eccetera».
«Qualcun altro dice che è una grossa botta data ai siti internet fatti per vendere. Un tizio mi ha scritto che avrei dovuto rifiutare il premio in segno di disprezzo verso gente ideologicamente contraria a noi. Un altro ha detto che faccio il cattivo e poi quando salgo sul palco sembro un agnellino. Poi escono pezzi tipo questo e divento tipo una statua di sale. Ecco, diciamo che non so quanta di questa roba sia vera, ma se Radio Deejay o MTV, vincesse un Macchianera come miglior sito musicale, sarebbe un premio dato dalla gente alla popolarità di Radio Deejay o MTV».
Bastonate, una band a caso
«Se lo vinciamo noi, diciamo che diventa un segnale, o almeno un riconoscimento tributato al nostro lavoro, e quindi nei tre o quattro giorni successivi alla cosa mi arrogo il diritto di sentirmi Carlo Emilio Gadda. Naturalmente è stupido sentirsi così, abbiamo vinto un Macchianera perché i nostri amici hanno fatto campagna per noi e hanno convinto gente a votarci. E allora tanto vale limitarsi a provare una gratitudine infinita, che non riuscirò mai a comunicare, per gli amici che mi hanno fatto votare».
«La misura reale della vittoria di un Macchianera, comunque, credo sia questa: tre o quattro giorni dopo un tizio mi scrive un’email e mi invita a parlare a un festival della cultura. Gli chiedo in che senso, e lui dice che stanno invitando le voci più interessanti e bla bla bla, io gli faccio domande, sento miei amici che mi dicono essere un bel festival, ci mettiamo d’accordo col tizio e decido di accettare. Pre-allerto l’ufficio che farò un paio di giorni di ferie, mi organizzo con la bambina, eccetera. Il tizio deve comunicarmi la data precisa in cui parlerò, aspetto qualche settimana, non ricevo niente, poi gli chiedo se hanno fissato gli interventi, il tipo mi dice che mi farà sapere a giorni. Non mi fa sapere, poi esce il calendario nel sito del festival della cultura. Cerco di trovare se mi hanno infilato da qualche parte, non mi trovo. Scrivo un’email al tizio, gli dico che non mi trovo e lui mi risponde “ah sì scusa abbiamo meno budget di quello che ci aspettavamo, abbiamo dovuto togliere qualche intervento, ciao.” Ecco, credo che se avessero deciso di pisciar via Albertino dal programma del loro festival della cultura, gli avrebbero scritto un’email prima che uscisse il pdf sul sito».
Bastonate, Codroipo

Bastonate è un blog nato nel 2009, ideato e curato da Francesco Farabegoli, che ha risposto alle nostre domande, qui sopra.

Bastonate si è trasferito su Altervista il 20 gennaio 2014.

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