Archivi categoria: Interviste

Oltrecomics: esordienti, collezionisti e aspiranti fumettisti

Siamo rimasti colpiti da un sito nato da poco ma già ricchissimo di materiale e pieno di voglia di continuare a crescere. Così abbiamo chiesto al suo creatore Andrea Fiorentni di raccontarci la sua storia, la storia di Oltrecomics.

Gli universi narrativi di OltreComics«Oltrecomics nasce sul web nel lontano 2001 con il nome di Oltretuttox fino a quando non prende nel 2006 il nome attuale.
Dal 2001 al 2005, Oltrecomics era soltanto un contenitore che raccoglieva, oltre a tutti i link dei vari webcomics sparsi nella rete, un’accozzaglia di argomenti che non c’entravano nulla con il fumetto.
In seguito decidemmo di cambiare linea editoriale, creando una vera e propria community per artisti.
Ci eravamo proposti di diventare un laboratorio creativo per vari settori tra il fumetto, l’illustrazione, la sceneggiatura e l’animazione.

Qual è stata la sua evoluzione?
«Oltrecomics è un luogo di aggregazione per tutti gli amanti dell’arte visiva e della letteratura in generale. L’obiettivo è quello di creare una community multi-creativa che promuove attività di diversa natura, dalla produzione artistica all’organizzazione di eventi, dall’allestimento di mostre ai corsi di ogni genere e indirizzo. Più in particolare, promuove lo sviluppo, la pubblicazione di fumetti e di opere letterarie, specie di esordienti, corsi, laboratori e concorsi.

«Il sito costituisce una community per artisti in cui si può mostrare agli altri i propri fumetti, illustrazioni ed opere di vario genere. È uno spazio in cui discutere di ogni tipo di fumetti, presentarsi attraverso un apposito profilo, scambiare opinioni o informazioni su ogni tipo di evento artistico.
Oltrecomics mette inoltre a disposizione uno spazio in cui è possibile recensire e anche vendere action figures, videogames e persino gadget ispirati ai propri fumetti.

Come sono andate avanti le cose?
«Le cose stavano andando bene, le persone erano interessate a questo tipo di iniziativa, per cui cominciammo a bandire dei concorsi a premi.

«Purtroppo tra il 2011 e 2012, lo staff cominciò a perdere pezzi, chi per motivi di salute, chi per nuove offerte di lavoro – grazie a Oltrecomics! -, o per altri impegni, abbandonarono pian piano questo interessante ma impegnativo progetto. Verso la seconda metà del 2012, rimasi solo io, decisi così di non pagare più l’hosting che ospitava il sito e mi dedicai ad altre cose.

«Recentemente ho notato un blog ospitato da voi, su Altervista, così, per curiosità, sono andato a dare un’occhiata al vostro sito ufficiale. Ho letto quello che offrivate e mi son detto: “ma perché no, proviamo ad iniziare da zero, chissà…”

E ora quali sono i prossimi obbiettivi?
Aumentare il numero di accessi in modo da guadagnare con i circuiti pubblicitari e poter così pagare i collaboratori (fumettisti, sceneggiatori, recensori…). Pubblicare fumetti online gratuitamente, creare un universo narrativo in stile Marvel e aggiungere il supporto multilingua al sito.

Vai a Oltrecomics.

«Tra la scrivania di casa e un server negli Usa», com'è nata Altervista

Greta Sclaunich, sul blog E-Story del Corriere.it racconta come è nata quella che adesso si chiamerebbe una start up di successo ma che dodici anni fa sembrava un’idea assurda: fare aprire gratis un sito web a chi ne avesse voglia.

«Lavoravo da solo, da casa, e tutto il mio equipaggiamento si riduceva ad un computer portatile. Dovevo sacrificare tutto il mio tempo libero, e spesso mi ritrovavo la guardia di finanza nel soggiorno: nei primi anni 2000 il concetto di fornitura di un servizio sul web non era molto chiaro, quando si aprivano procedure nei confronti di un sito venivano da chi lo ospitava. Quindi da me». Altervista, ricorda il fondatore Gianluca Danesin, è nata così. Tra la scrivania di casa e un server negli Usa, tra la diffidenza per il web del post-bolla new economy e l’idea di uno studente di ingegneria 19enne della provincia di Alessandria. Da quel 22 dicembre 2000 ad oggi la storia della piattaforma italiana per la creazione di siti e blog si può riassumere in pochi dati: 8 milioni di utenti unici al mese, 5 miliardi di file scambiati, circa un migliaio di nuovi siti creati ogni giorno. E due milioni di siti aperti in totale, traguardo raggiunto il 30 maggio.

Gianluca Danesin, il fondatore di Altervista

Leggi il resto dell’intervista a Gianluca su E-Story, clicca qui.

Paolo Nori, il blog e la propria faccia

Una volta mi era capitato di scambiare delle mail con Paolo Nori, in una di questa c’era la domanda: «come si sta quando si sta per finire un romanzo?» intendevo il romanzo di cui si parla alla fine di questa intervista, e Paolo mi aveva risposto: «Non lo so».

Nei mesi che sono seguiti il blog di Paolo Nori è arrivato su Altervista e, dopo avergli chiesto se si trovava bene, gli ho chiesto se aveva voglia di fare una piccola intervista, quella che segue, e lui mi ha risposto «Certo».

Eccola qui.

Il logo del sito di Paolo Nori, su AltervistaUna volta hai scritto:

«Mi sembrava che noi, mi era venuto in mente, fossimo stata la prima generazione che, se ci davano un lavoro, non era perché c’era bisogno, ci facevano un favore».

Tu sei del ’63. Per quel che ne vedi come ti sembra che sia la relazione con il lavoro di uno nato, per esempio, negli anni ’90? (o anche negli anni ’80, ammesso che ci sia una differenza).

«Mi sembra che non sia cambiato molto, rispetto a noi degli anni ’60, se non il fatto che con noi degli anni ’60 c’era questa strana abitudine che, quando lavoravamo, ci pagavano».

Un’altra volta hai scritto:

«Come se il giornale lo scrivesse tutto la stessa persona, o come se, appunto, avessero tutti la stessa faccia, i giornalisti, a guardarli, e tutti la stessa voce, a sentirli parlare; tutti gli articoli fatti tutti da dei sosia vestiti tutti uguali, con le case tutte uguali, con le mogli e i figli tutti uguali, le stesse passioni, le stesse abitudini, le stesse manie, gli stessi gusti alimentari che vanno a mangiare negli stessi ristoranti, guardano gli stessi film, vanno a letto alla stessa ora non è bellissima, come impressione».

Ecco, com’è che si fa ad avere, scrivendo, una faccia propria?

«La propria faccia uno ce l’ha, non deve sforzarsi di cancellarla, mi viene da dire».

Secondo me, a leggerlo, hai un bel rapporto col tuo blog. Tutti i giorni ci metti qualcosa, magari una citazione, magari un articolo corto o uno più lungo, uscito su qualche giornale; dai le indicazioni per incontri pubblici, gli appuntamenti per le classi di scrittura emiliana. Insomma: il tuo rapporto con il tuo blog mi sembra un bel rapporto. Ho ragione, è sempre stato così?

«Sono molto contento che Alessandro Bonino mi abbia convinto, ormai diversi anni fa, a aprire un blog. Avevo paura che tenere un blog ostacolasse la scrittura dei libri, è successo il contrario, l’ha favorita; il blog è uno strumento col quale io mi trovo molto bene, ho avuto solo dei problemi, all’inizio, con i commenti, poi, da quando abbiamo deciso, con Alessandro, di interdirli, è andato tutto benissimo, mi viene da dire».

La banda del formaggio, di Paolo Nori (Marcos Y Marcos)Stanno per uscire dei tuoi libri nuovi (traduzioni comprese)?

«Sta per uscire un romanzo per Marcos y Marcos che si chiama La banda del formaggio, e poi, ma più avanti, verso la fine dell’anno, uscirà La morte di Ivan Il’ič, di Tolstoj».

In realtà, la prima domanda che avevo mandato a Paolo, per questa intervista, era «Come stai?», subito sotto a “Ciao Paolo”. Ma non c’era la risposta, allora gli ho scritto: «l’hai evitata apposta la domanda su come stai?». «Non l’ho vista -Mi ha risposto- Sto bene». Il blog di Paolo Nori è qui.

La cucina di Gelso diventa un libro

Tutti i foodblogger sotto, sotto hanno una piccola ambizione nel momento in cui cliccano sul tasto di apertura del loro piccolo mondo condiviso sul web, anche Federica, mamma e blogger ha un sogno nel cassetto: pubblicare un libro con le sue migliori ricette. Forte dell’ala protettiva di suo marito, questo sogno si sta tramutando in realtà. Abbiamo incontrato Federica “Gelso” Giuliani per scambiare quattro chiacchiere su questa bellissima avventura che si appresta ad affrontare.

La cucina light di Gelso, creatività e leggerezza

Ciao Federica, parlaci un po’ di te, chi sei, da dove vieni e cosa fai?

«Ciao a tutti, mi chiamo Federica Giuliani, anche se sul web e non solo tutti mi chiamano Gelso. E’ un soprannome che mi porto dietro da quando ero bambina e per me è naturale ormai farmi chiamare così. Sono una neomamma trentaduenne con la passione della cucina, del canto corale e dell’arte. Sono una fanese naturalizzata cuneese da circa sette anni. Dopo una laurea in Conservazione dei Beni Culturali e una specializzazione in Management e Comunicazione, ho sempre lavorato nella gestione museale in vari siti piemontesi, divenendo responsabile del bookstore di Villa Giulia a Verbania, sul lago Maggiore. Purtroppo però la situazione della cultura in Italia non è delle migliori e con i tagli finanziari di questi anni è diventato davvero impossibile lavorare in questo settore. Così ora sono una felice mamma e casalinga – lo ammetto: a volte disperata – che si collega quotidianamente al suo blog per pubblicare la ricetta del giorno».

Le ricette di Gelso: i bicchierini golosi

Continua a leggere

Pop Topoi, inviato speciale a Sanremo 2013

Pop Topoi inviato a Sanremo, anche quest’anno, per il Festival della canzone italiana, quanti ne hai già fatti?

«Questo è il terzo! Sembra ieri che arrivavo in Riviera con una valigia di cartone, un laptop e tante belle speranze.
«Ho fatto l’inviato per Donna Moderna nel 2010 e 2011, portando il mio inconfondibile giornalismo d’inchiesta alla kermesse (intervistai i Jalisse per riaprire l’x-file della loro vittoria e chiesi a Celeste Gaia chi fosse il suo Carlo preferito).
«Quest’anno la testata abbastanza folle da concedermi un pass è invece 
Rockol».

Prima che sia cominciata, come ti sembra l’edizione 2013 Fazio-Littizzetto?

«Alla notizia della conduzione di Fazio, non celai il mio entusiasmo (i festival migliori degli ultimi 15 anni sono i suoi, soprattutto quello del ’99), seppure con qualche perplessità. Ho paura si sia dimenticato come fare quel tipo di intrattenimento, e le dinamiche tra lui e Littizzetto hanno un po’ annoiato. Tuttavia, la selezione musicale è ottima e stranamente giovane, dato che il più vecchio in gara è Elio e ha “solo” 50 anni…

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, presentano la LXII edizione del Festival della Canzone Italiana, dal 12 al 16 Febbraio 2013, Teatro Ariston di Sanremo

«La formula delle due canzoni è molto interessante e mi sto ancora scervellando per capire come gli artisti sceglieranno un singolo solo, come lo promuoveranno e come reagirà il pubblico.
«Non sono molto d’accordo col nuovo sistema di voto perché credo spetti ai telespettatori (o al massimo ai call center) proclamare il vincitore. Ma come hanno dimostrato alcuni risultati negli ultimi anni, non siamo pronti per la democrazia musicale, quindi ben venga la spartizione 50% pubblico-50% stampa (con giuria di qualità sul finale) per scongiurare la minaccia Modà.

Elio e le Storie Tese a Sanremo 2008

Quali saranno le sorprese?
«Le sorprese ci sono sempre, come le polemiche, ma è difficile prevedere come prenderanno forma in mezzo a tutta questa QUALITÀ. Confido in inaspettati momenti trash, più che altro perché rendono il mio lavoro più facile».

Tu da quando ti occupi di musica, come è cominciata? 

«Ho aperto un blog qualche anno fa per due ragioni: 1) mi annoiavo; 2) perche credo si possa scrivere di musica pop senza copiare e incollare comunicati stampa. Trovo che i fenomeni da classifica meritino piu rispetto di un Ctrl+V sacrificato agli dei della SEO. A volte meritano perfino un ascolto. A volte Taylor Swift fa una canzone così clamorosa da finire tra le mie preferite dell’anno».

Cosa ti piace adesso?

«Penso di trovarmi a metà tra Popjustice e Pitchfork e spesso i miei artisti preferiti si trovano nell’intersezione di questo ipotetico diagramma di Venn: Robyn, Röyksopp, The Knife e altre vagonate di pop scandinavo si collocano lì. Inoltre, ho un’ossessione ben documentata per Björk. E ho smesso di preoccuparmi dei miei guilty pleasures»

Taylor Swift, Cannes, Gennaio 2013, ai NRJ Music Awards 2013

Il tuo blog, di recente trasferitosi su AlterVista, è in effetti una risorsa imperdibile?

«Non esageriamo. Pubblico solo quando ho bisogno di più di 140 caratteri, quindi poco spesso. Però quei pochi post spero offrano punti di vista o consigli utili».

Ah, e il pronostico su Sanremo?

«È durissima fare pronostici senza avere ascoltato nulla. I più forti al televoto sono sicuramente Modà e Mengoni, mentre per la critica c’è l’imbarazzo della scelta. Spero che Chiara avrà brani all’altezza del suo talento e non vedo l’ora di sentire gli Elii, che dopo il furto del ’96 meriterebbero una vittoria. Tra i giovani, faccio un tifo spudorato per Andrea Nardinocchi».

Il blog di Pop Topoi è su AlterVista, qui.

Vivere per salvare il mondo, almeno il proprio. Il nuovo libro di Giulia Blasi

L’ultimo libro di Giulia Blasi, Siamo ancora tutti vivi, Mondadori, «è il racconto di un’occupazione scolastica: non una delle tante inserite nel movimento dell’Onda, ma un isolato, disperato tentativo di salvare il proprio mondo».

“Siamo ancora tutti vivi” si riferisce a voi blogger che cominciaste dieci anni fa o ai blog in generale?

«Dicevo giusto ieri a Dania che sono innamorata di AlterVista e che sto cantando le vostre lodi al mondo. Sulla morte dei blog ormai si è detto abbastanza, ma di una cosa sono sicura: erano molto lontani dal mio pensiero mentre scrivevo».

Mettersi insieme per difendere qualcosa che si ama. Che cosa vogliono difendere i protagonisti del tuo nuovo romanzo?

«Ti potrei dire “la scuola”, ma la verità è che difendono la loro comunità. Gli amici, le relazioni, la vicinanza, le persone che hanno intorno e in cui hanno trovato stabilità. Che è fondamentale per tutti, a tutte le età, ma in particolare quando sei molto giovane e il tuo gruppo di amici, i compagni e i professori sono il tuo punto di riferimento».

Siamo ancora tutti vivi, di Giulia Blasi, Mondadori

Li hai studiati da vicino i ragazzi che racconti in questi libro? 

«Sì e no. Sono prodotti di fantasia, per cui esistono solo come distillato di persone che ho conosciuto e che conosco, ma sono ovviamente anche il risultato di lunghe osservazioni. L’importante è che risultino veri come qualsiasi altro personaggio: il mio obiettivo non era creare “gli adolescenti”, ma creare dei personaggi credibili, dotati di anima, umani».

“Gli adolescenti”, al centro dei tuoi ultimi libri, sono il pubblico cui si è rivolge una vasta produzione editoriale. Quali sono i tuoi colleghi Young Adult più stimolanti?  

Io ho un nuovo grande amore, che è John Green, autore di libri bellissimi che dovrebbero leggere anche gli adulti. Nel paranormal mi è piaciuta molto la trilogia di “Shiver” di Maggie Stiefvater e ovviamente “The Hunger Games” di Suzanne Collins.

Hai già nuovi progetti?

«La verità è che siccome la vita comincia a quarant’anni mi sono appena trasferita a Milano per lavorare in una grossa agenzia di comunicazione. E quello si mangia buona parte della mia energia mentale. C’è un progetto in cantiere da qualche mese – una cosa che ho scritto ormai quasi un anno fa e che non ho ancora pubblicato – ma per ora mi voglio concentrare sull’esistente. Sarà un anno faticoso, voglio affrontarlo un pezzo alla volta. E poi via, il libro nuovo è uscito il 15 gennaio, un attimo di pazienza!».

Il sito di Giulia Blasi è su AlterVista. 

 

Maestra Mary, la scuola divertente

Com’è nato Maestra Mary?
«Il sito nasce ufficialmente  nel gennaio 2009, quasi come un angolo di Paradiso incantato, dove inventare e custodire tutte le creazioni di una maestra animata dallo spirito di rinnovare quotidianamente il suo stile d’insegnamento.

«Gli anni precedenti alla nascita sono stati caratterizzati da un ricco e dinamico lavoro di ricerca per la strutturazione delle lezioni, dei percorsi didattici, dei progetti, dei tanti lavoretti. Viaggi in internet che duravano ore e ore e alla fine ritornavo ad essere più confusa di prima e con le mani spesso vuote. Così accendevo i motori della mia fantasia e inventavo poesie, filastrocche, testi, cornicette introvabili e copertine inesistenti. Da qui l’idea, suggerita da mio marito, che mi aiuta nella grafica e nella gestione del sito, di creare uno spazio virtuale in cui raccogliere le mie produzioni, una sorta di banca dati che permette di condividere, con altri insegnanti, il frutto del mio lavoro. Il progetto, con tutta onestà, inizialmente non mi piaceva. Ero infatti un po’ gelosa del mio materiale. Ma di fronte alle sue insistenze e considerando il fatto che nessuno forse vi avrebbe attinto, mi sono lanciata nell’impresa.

«È un sito dedicato principalmente alla scuola primaria, ma anche alla scuola dell’infanzia. I nostri utenti sono le figure che ruotano intorno a questi due ordini scolastici, gli insegnanti che sono i maggiori fruitori, i genitori, e gli stessi alunni. Il sito viene aggiornato e arricchito più volte alla settimana; le idee sono tante, e prendono forma in un lavoro a quattro mani. Così in questi anni sono aumentati gli speciali dedicati a tutte le feste dell’anno (festa della mamma, del papà, dei nonni per citarne solo alcune) o ad appuntamenti particolari come la giornata dei diritti dei bambini e anche lo speciale dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia, che ha dato grandi risultati: infatti sono state tantissime le scuole italiane che per l’occasione hanno stampato le nostre coccarde e le bandierine dedicate all’evento.

E ora Maestra Mary come sta andando?

«Il sito ha registrato una costante crescita e attualmente conta una media di quasi ventimila visitatori giornalieri, un successo inatteso! Numerosi sono i fedelissimi che ci seguono con entusiasmo, ponendo richieste non sempre facili da accogliere, ma che talvolta rappresentano per noi uno spunto per creare nuovo materiale. Nel sito è presente una sezione relativa alla didattica, dove è possibile reperire schede e attività delle diverse discipline.

«La validità delle schede didattiche è stata riconosciuta anche da alcune note case editrici che hanno richiesto la mia collaborazione. Il lavoro, prodotto in diversi anni d’insegnamento, che attende di essere organizzato e pubblicato, è davvero tanto ma il tempo a disposizione, ahimè, è sempre limitato, nonostante un buon numero di ore dedicate quotidianamente. Poi ci sono sezioni a tema che offrono spunti per abbellire le aule, biglietti, attestati, lavoretti, per le più disparate occasioni. Gli striscioni, strutturati in più pagine in formato A4 pronti per essere stampati, sono una nostra novità.

«In occasione di una ricorrenza il lavoro dei colleghi viene facilitato. Infatti è sufficiente entrare nella sezione dedicata, per trovare la poesia, il biglietto, lo striscione, il lavoretto. Stampare il tutto su fogli e cartoncini, ritagliare, incollare ed il gioco è fatto. Il sito si contraddistingue per una semplicità di consultazione che consente in pochi click di reperire il materiale cercato, peculiarità che gli utenti spesso riconoscono. Poi c’è una sezione dedicata alle copertine, se ne possono scegliere tra ben centoventi. Una di queste, con nostra grande sorpresa, è apparsa in uno spot televisivo di un noto gestore di telefonia mobile. Quest’anno per accontentare i tanti bambini che ce lo chiedevano, abbiamo creato una nuova pagina con copertine dedicate ai personaggi dei cartoni animati e presto ne realizzeremo anche altre per ragazzi di scuola media»

A chi si rivolge e cosa offre Maestra Mary?

«Tutto ciò che è pubblicato sul sito rappresenta solo l’aspetto più evidente dell’impegno profuso nel portare avanti questo progetto. In realtà vi è un lavoro di supporto attraverso email e messaggi privati sulla pagina di Facebook, con consigli e suggerimenti sia ai colleghi neo immessi, che ai docenti in difficoltà per i più svariati motivi, ma anche a genitori in crisi che chiedono indicazioni per seguire i loro figli durante lo svolgimento dei compiti, per risolvere problematiche varie insorte con gli insegnanti».

Per il nuovo anno scolastico cosa avete preparato?

«Per il nuovo anno scolastico abbiamo riservato, nella sezione accoglienza, uno spazio dedicato ad un personaggio guida per gli alunni di classe prima: Pina l’apina. Una deliziosa ape che, insieme alla Strega Correggina, ha catturato la simpatia di tanti bambini e colleghi. I quali, desiderosi di conoscere le avventure di queste due fantastiche creature, mi hanno spinta a scrivere nuove storie su di esse, creando così altre schede didattiche.

«Il sito Maestra Mary rappresenta una risorsa preziosa per tutti coloro che spesso non sanno come impostare il loro percorso e mediante gli spunti originali ed inediti rappresenta un valido aiuto, al punto che qualcuno in forma lusinghiera mi ha definita la sua ricetta segreta, una marcia in più nello svolgimento quotidiano della professione».

Qual è la vostra idea di scuola che funziona bene?

«C’è una domanda di riserva? Temo di cadere nella solita retorica, ma non c’è una ricetta magica! Talvolta mi dico che sono un tantino presuntuosa nel pensare che se tutti gli insegnanti ci mettessero il “cuore” nel fare questo lavoro, la scuola oggi sarebbe risanata. Essere insegnanti significa avere la consapevolezza che quello che dirai, farai o sarai, toccherà per sempre la vita dei tuoi alunni.

«Non c’è spazio per l’improvvisazione (se non per quella ludica), né per la superficialità del ruolo, è fondamentale essere preparati. Non si può prescindere dagli ingredienti più preziosi: la passione e l’entusiasmo! Ve lo immaginate un insegnante che entra in aula con tutti i suoi problemi? Una faccia mesta o una natura isterica che riversa tutte le sue frustrazioni sulla classe?! La scuola oggi per poter funzionare al meglio deve avvalersi di persone qualificate, motivate, competenti e ricche di brio, con la voglia di inventarsi ogni giorno, di vivere anche le difficoltà come una sfida. È importante che tutte le figure, che ruotano all’interno di essa, siano disposte a collaborare con una sinergia di forze e di idee. Non va dimenticato il sostegno delle famiglie, il dialogo e il confronto continuo, in quanto esso consente di crescere insieme, di “annusarsi” e imparare a coltivare un bene comune: una pianta che presto darà i suoi frutti all’interno della società.

«La scuola deve aprirsi al territorio abbattendo i muri del questo compete a … Di solito si procede con deleghe educative e formative che rimbalzano da un’agenzia all’altra, cadendo inesorabilmente sulla pelle di quei pochi insegnanti volontari che svuotano le loro tasche, in mancanza perenne di sussidi, azzerano il loro tempo libero per ricercare e auto aggiornarsi, si inventano una realtà colorata, che è sempre penalizzata dalla latitanza delle istituzioni. Oggi la scuola per ben funzionare deve essere dotata di strutture idonee, aule spaziose, laboratori pluridisciplinari attivi, interscambi con altre realtà scolastiche, accogliere esperti che formino il personale già in servizio per rinnovarne lo spirito e seminare nuove idee. Se tutto ciò non fosse sufficiente, allora vestiamoci di magia, per rendere speciale ogni giorno vissuto con i nostri allievi, ascoltandoli e guidandoli nei percorsi della vita, imparando a rispettare se stessi e gli altri in un felice scambio di valori».

Vai a MaestraMary.altervista.org

Juventus – Napoli e migliaia di tifosi

Dopo sei vittorie e un pareggio Juve e Napoli si trovano in testa alla classifica. Il migliore attacco contro la miglior difesa del campionato, allo Juventus Stadium di Torino, sabato 20 ottobre alle 18.

Juve Napoli è diventata la partita più importante del campionato italiano, il nuovo classico: le finali di Coppa Italia, vinta dal Napoli per 2-0, della Supercoppa italiana, vinta dalla Juventus per 4-2, l’entusiasmo – e la tensione – in vista della gara lo dimostrano.

Su AlterVista sono moltissimi i ritrovi per appassionati come Azzurro Napoli, Ultrà Azzurri, o siti che raccolgono informazioni come Juve Fan Site e Juventus Database.

Per prepararsi alla sfida si possono scoprire le storie legate a questa partita: l’addio al calcio di Omar Sivori, che scappò da Napoli dopo aver fatto a pugni con i suoi ex compagni della Juventus – alla quale sarebbe passato l’anno dopo il suo collega José Altafini; la terribile sconfitta al San Paolo per 2-6 del Napoli “alla olandese” di Vinicio; l’arbitro Lo Bello che accetta di arbitrare Napoli-Juve, al Vomero, con cinquemila tifosi a bordo campo. Storie da cercare e leggere sul bellissimo sito storiedicalcio.altervista.org.

Giallo Zafferano miglior sito dell'anno

A Riva del Garda durante la BlogFest 2012 sono stati consegnati i Macchianera Awards: i premi per i siti più votati dal pubblico italiano. 

Qui tutti i risultati (molti dei partecipanti sono orgogliosamente ospitati da AlterVista).

Abbiamo intervistato Sonia Peronaci che con Giallo Zafferano si è aggiudicata il premio per il Miglior sito.

Giallo Zafferano è il miglior sito del 2012, quante ricette ci sono volute?

«Dal 2006 ad oggi abbiamo prodotto 1.700 ricette, tutte con foto del piatto finito e step by step, e 289 videoricette tradotte anche in lingua inglese».

Come diceva Andrea Santagata, durante la premiazione alla BlogFest, solo pochi anni fa, Sonia, facevi un altro lavoro. Com’è cominciato il miglior sito di cucina italiano?

«Giallo Zafferano nasce nel 2006 dalla voglia mia e di Francesco, il mio compagno, di cambiare vita iniziando un lavoro che ci appassionasse. Le due passioni più grandi che ci hanno sempre accomunato sono state la cucina e internet quindi abbiamo deciso di unirle per creare un prodotto bello ma soprattutto utile per le persone. All’epoca, infatti, i siti di cucina erano totalmente sprovvisti di immagini quindi, senza inventare nulla di innovativo, abbiamo pensato di realizzare un sito dove ogni ricetta fosse accompagnata da immagini realizzate appositamente per far capire I vari passaggi della preparazione».

Ho dato un’occhiata alle ricette del nuovo libro e mi son reso conto che sarei in grado di provare a farle ma non mi sarebbero mai venute in mente. Con che criterio scegliete le ricette da pubblicare?

«Per quanto riguarda il sito, cerchiamo di variare tra ricette regionali, ricette fantasiose che stuzzichino l’appetito ma anche I grandi classici della cucina italiana e straniera.

«Nel libro, invece, abbiamo cercato di inserire sopratutto ricette sfiziose: quelle ricette che ti salvano la cena o che ti fanno stupire gli amici a tavola! Non per forza una ricetta deve essere complicata per stupire, anzi, spesso un’idea semplice ma fantasiosa ti fa fare ancor più bella figura di una complicata proprio perché viene apprezzata l’ingegnosità del piatto». 

Oltre al blog di Giallo Zafferano ci sono i molti blog di Giallo Zafferano. Che parte ha la community nel successo Giallo Zafferano?

«La community è parte integrante del successo di GialloZafferano. Gli utenti che ci seguono ci segnalano quotidianamente ricette e preparazioni che vorrebbero vedere sul sito, creando così uno scambio che ci arricchisce moltissimo.

«C’è poi il capitolo blog! Le nostre blogger sono molto attive e pubblicano ricette di ogni tipo: dalle regionali alle etniche alle fantasiose… insomma, ce n’è per tutti i gusti!

«Per questo successo dobbiamo ringraziare anche voi di AlterVista che ci supportate e ci aiutate a gestire tutte le problematiche relative al funzionamento dei blog».

Per aprire un blog gratis e farlo entrare nella community di Giallo Zafferano clicca qui.

 

Raccontare la Grande Crisi #2

Abbiamo fatto qualche domanda a Michele Azzu e Marco Murra, gli ideatori de L’Isola dei Cassintegrati, in vista di Raccontare la Grande Crisi, il dibattito con Bimbo Alieno in programma venerdì 28 alla BlogFest 2012.

All’inizio del ‘900 dalla rivolta dei minatori di Buggerru, in Sardegna, è partito il primo sciopero nazionale della storia italiana. Dopo circa 100 anni, a Porto Torres, è nato il primo reality putroppo reale: L’Isola dei Cassintegrati che, dopo l’occupazione dell’Asinara, è diventato uno dei blog più seguiti e aggiornati sulla crisi del lavoro in Italia.

«Una storia come la nostra poteva nascere solo in Sardegna, che prima di tutti ha vissuto la crisi, e dove le condizioni di vita sono talmente disperate da farci capire in anticipo cosa sarà poi del paese. Quando abbiamo aperto il blog, infatti, nel 2010, noi dicevamo che c’era la Crisi e il governo Berlusconi rispondeva che non era vero. E oggi l’Isola dei cassntegrati è una grande penisola.
«A Buggerru un secolo fa ci fu un eccidio di minatori, oggi i lavoratori, dai minatori del Sulcis dell’Alcoa ai nostri operai dell’Asinara, non ricevono neanche risposta. Sono semplicemente abbandonati.
«Ci pensiamo noi a metterli in contatto con il mondo, attraverso il blog, e a far sentire forte la loro voce irrompendo nell’agenda media nazionale attraverso la rete».

Siete partiti dall’Asinara e oggi di nuovo la Sardegna è in prima pagina per una conversione che non arriva, le occupazioni, i cortei. Cosa sta succedendo in Sardegna?

«Succede che la crisi deve scontare anche decenni di politiche industriali inesistenti. La politica non esiste in Sardegna. Quella locale e quella nazionale, che preferisce lidi più vicini e magari meno difficili. Succede che non ci sono infrastrutture (non c’è un metro di autostrada), l’energia elettrica costa carissimo e così la benzina, le compagnie di traghetti hanno fatto cartello e raddoppiato in un anno tutte le tariffe, succede che hanno chiuso centinaia di fabbriche grandi e piccole e che tutti hanno un parente disoccupato o cassintegrato. E i giovani, come noi, scappano al Nord o direttamente all’estero».

La Sardegna non è certo il solo posto in difficoltà in Italia, i titoli dei telegiornali vanno dalla Fiat all’Ilva di Taranto, cercate di seguire tutto?

«Seguiamo tutto: già 6 mesi dopo l’inizio della protesta dell’Asinara per cui abbiamo creato il blog (Michele è figlio di un operaio Vinyls) abbiamo avuto l’idea di dare spazio ad altre vertenze. Dopo due anni e mezzo il nostro lavoro d’inchiesta è stato fondamentale per vertenze come Omsa, la Tacconi di Latina, Agile Eutelia. E se all’inizio era molto difficile ora possiamo contare su una rete di contatti forte e collaudata sul territorio, che spesso ci permette di avere notizie in anteprima su tutti. Inoltre sempre più i nostri articoli si rivelano decisivi per cambiare le sorti di una vicenda, come nel recente caso Autogrill (in cui ci ha scritto addirittura Alessandro Benetton), o per il Festival “Suonincava” che stava per chiudere. Una nostra inchiesta sulla Fiat di Melfi è andata in onda a Presa Diretta di Riccardo Iacona, e ogni settimana siamo contattati dai talk show di politica per avere notizie. Collaboriamo ormai in maniera continuativa con L’Espresso».

Non vi occupate solo delle grandi imprese, come scegliete i casi di cui scrivere?

«La discriminante è il contatto diretto coi lavoratori, siano essi operai o impiegati o precari. Prima ci mettevamo alla ricerca, oggi riceviamo tante di quelle email, tweet o messaggi su Facebook da non averne più bisogno, ma sempre cerchiamo il contatto diretto e persone che si espongono in prima linea, con proteste o denunce. Inoltre privilegiamo sempre vicende poco note ai tg e giornali: se tutti parlano dell’Ilva noi parleremo della Golden Lady. Se tutti sono sull’Alcoa noi scriviamo di Vinyls. E cerchiamo di approfondire le ragioni, di trovare i responsabili».

L’isola dei cassintegrati nel frattempo ha ricevuto premi, è riuscita a entrare nel dibattito pubblico italiano ed è diventata un libro. Venerdì 28 settembre sarete alla BlogFest 2012. Cosa ci aspetta?

«Vi aspetta un dibattito acceso, e dichiarazioni taglienti come siamo sempre stati. Racconteremo un po’ la nostra storia, quello che ci è successo in due anni e mezzo tra attivismo e giornalismo, spiegheremo cosa significa dare vita a un progetto editoriale innovativo. Ma soprattutto racconteremo quello che abbiamo visto coi nostri occhi: le persone dietro la crisi, da nord a sud, dagli operai ai figli precari. Cercheremo anche di essere ironici, come ci conosce chi legge L’Isola. Per questo Bimbo Alieno deve stare attento: lui è l’1% e noi il 99. Non gli daremo tregua».

Raccontare la Grande Crisi si terrà a Riva del Garda, venerdì 28 settembre, alle 19 durante la BlogFest 2012. Qui si può leggere Raccontare la Grande Crisi #1, intervista a Bimbo Alieno.
L’Isola dei Cassintegrati e Bimbo Alieno sono blog ospitati da AlterVista che ha ideato l’evento.