Dall'Isola dei Cassintegrati alla Penisola dei Cassintegrati

Dove siete oggi, di cosa vi state occupando?
«Io (Michele) sono tornato in sardegna per occuparmi più da vicino del libro e del blog, ma fine dell’anno tornerò probabilmente a Bologna dove mi sono laureato. Nel frattempo studio sempre musica per accedere a un postlaurea in jazz alla Guildhall di Londra che inizierà nel settembre 2012. Marco rimane a Madrid dove ora lavora all’uff. stampa Quantumlip, dove sta facendo un grande lavoro… entrambi scriviamo come freelance per Fatto Quotidiano e Espresso.it. E abbiamo scritto un romanzo autobiografico per Bompiani: Asinara Revolution. Il romanzo autobiografico di come una protesta operaia sia potuta diventare un fenomeno mediatico».

Cos’è diventata l’Isola dei Cassintegrati?
«È cresciuta, grazie all’aiuto di tanti giovani collaboratori, a parte lo “storico” informatico Fabio Borraccetti, e l’illustratore satirico Manuel De Carli ci sono Claudia Sarritzu, Cadigia Perini, Serena Gennaro, Pietro Curis, Robiula Lulli, Alessia Colanero, Francesco Farinelli e Andrea Demontis (Come vedi badiamo alle quote rosa). Era partito come blog collegato a un gruppo facebook per sostenere la protesta della Vinyls, per farli arrivare ai media. Una volta fatto questo abbiamo iniziato a seguire, sempre col contatto diretto coi lavoratori, molte altre proteste: Fiat di Melfi, Agile-Eutelia, Omsa di faenza, la Tacconi di Latina, ora anche i lavoratori del Teatro Valle e molti altri ancora… insomma il blog, oltre ad essere cresciuto molto nei numeri e nella grafica è diventato il luogo in cui tutti questi lavoratori si ritrovano. Anche coi più giovani, coi precari, per creare una grande comunità, per prendere coscienza della realtà: siamo tutti sulla stessa barca, oggi. Un posto dove discutere assieme, informarci ed informare, e spesso con ironia. Sempre in maniera pacifica».

Facciamo un passo indietro, com’è nato il sito?
«Era il 25 febbraio 2010, gli operai sardi della Vinyls avevano appena occupato il carcere abbandonato dell’Asinara per manifestare contro la chiusura dello stabilimento. Mio padre lavorava lì, così, letta la notizia da Londra, su internet… decisi di aprire un gruppo facebook per riportare le notizie che trovavo sull’occupazione. Per sensibilizzare un pò e raccogliere un migliaio di iscritti… ma l’idea si rivelò presto così potente che contattai Marco per lavorarci in due e, aprendo anche un blog, dare vita ad un vero “reality” di protesta, l’unico reale. Quindi via ai diari sul blog, via alle dirette radio e video. Poi iniziammo a contattare qualsiasi giornalista e celebrità ci passasse per la testa, perchè ne parlassero e poi Marco ebbe l’idea: il mail bombing. Ogni iscritto – ormai erano 10.000 – al gruppo Facebook avrebbe inviato la stessa email alla redazioni dei giornali e tg… lo facemmo in 1.000 nel giro di 2 settimane. E’ così che i giornali ne parlarono, e ora tutti sanno cos’è la Vinyls e L’isola dei Cassintegrati».

Cosa troveremo nel libro appena uscito?
«Tutta la nostra vicenda, nel bene e nel male. Il dietro le quinte che non ci si aspetta. Gli operai e i loro pensieri, il perchè di una protesta così estrema, l’indifferenza iniziale e la grande solidarietà delle gente poi. Io e Marco che non dormiamo per dare vita al reality, le nostre impressioni da italiani all’estero, i perchè della nostra partenza, i dubbi che ci assalgono al pensiero di esserci quasi riappacificati con la nostra terra e la nostra gente: i sardi. Poi le strategie usate, dagli operai e da noi, per forzare l’agenda setting dei media. Anche in maniera spregiudicata e totalmente ingenua, da principianti. La narrazione per questo si divide per luoghi: Londra, Madrid, Asinara. E i capitoli raggruppati per sezioni: Facebook – Il blog – Tv e stampa estera – L’isola dei centomila. C’è tutto il nostro cammino mediatico… e poi, alla fine, il nostro tentativo disperato di sopravvivere agli ingranaggi della macchina mediatica, in cui siamo rimasti schiacciati».

Oltre a raccontarli sul blog, partecipate attivamente a degli eventi?
«Sì, lo abbiamo fatto fin dall’inizio. Per questo la nostra mission professionale, più che rimandare all’etica giornalistica dei fatti nudi e crudi, penso rimandi maggiormente alla mission sociale di aiutare i nostri lavoratori. Faccio un esempio: sono molti i consigli che abbiamo dato agli operai Vinyls nel corso della protesta… come fare quel video, cosa indossare, quando farlo e perchè. Come una sorta di agenzia di comunicazione per lavoratori in lotta: noi questo sappiamo fare. E di recente, in quanto a partecipazione attiva, siamo anche scesi dalla rete alla piazza, il 10 settembre a Roma con Indignati e Popolo Viola abbiamo portato rappresentanze da tutti i nostri lavoratori e da tutta Italia in Piazza San Giovanni per una stupenda assemblea lavoro, che replicheremo presto».

Qual è la prospettiva dell’Isola dei Cassintegrati, come vorreste veder crescere il vostro sito?

«I risultati di questi 18 mesi di lavoro sono molto importanti. I lettori sono di recente raddoppiati, nell’aprile 2011 ci è stato conferito al Festival del Giornalismo di Perugia il premio Google “Eretici Digitali”, mentre solo pochi giorni fa arrivavamo terzi ai Blog Awards come sito rivelazione dell’anno dietro Sora cesira e I segreti della casta, mentre per soli 16 voti secondi (dietro Telecom) nella categoria sociale. Siamo costantemente linkati e citati da altri blogger e giornalisti che stimiamo… e poi ora anche il libro, Asinara Revolution. ma più di tutto, l’importante è che siamo diventati punto di riferimento per tantissimi lavoratori, di luoghi, settori e generazioni diverse, e la stima che riceviamo da loro vale più di tutto il resto. Come vorremo crescere il sito? Vorremo potesse chiudere perchè sono tornati tutti a lavorare… e io e Marco a Londra e Madrid a pensare ad altro. Ma qualcosa mi dice che, purtroppo, non sarà così… e allora forse è una “revolution” che ci serve. Pacifica e 2.0, questa è la lezione che ci arriva dall’Asinara».

QUALCHE LINK UTILE:

L’Isola dei Cassintegrati: il sito, la pagina di Facebook, il libro: Asinara Revolution, Bompiani.

http://www.youtube.com/watch?v=Co7KL3pMDv8


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