Il Ministro Kyenge, i gatti e quattrocentomila visite

Abbiamo incontrato Vittorio Lattanzi, uno degli autori di Lercio, alla Blogfest 2013 a Rimini. Dopo aver festeggiato l’incredibile risultato di Lercio ai Macchianera Awards: zero premi su tre candidature, poco prima di salutarci, al termine di un dibattito sulla satira in cui non l’hanno fatto intervenire, Vittorio ci dice di prepararci a un colpo grosso, forse molto grosso: un articolo che farà il botto. Aveva ragione. L’articolo cominciava così:

«Prendiamo i cani e i gatti degli italiani per sfamare gli immigrati, vi rendete conto di quanti salmoni, vitelli, polli e selvaggina vanno a questi inutili animali da compagnia? E’ uno spreco inaudito» Sarebbe questa la dichiarazione shock del ministro Kyenge riportata da un’intervista a porte chiuse origliata da un portantino che poi l’ha raccontata alla moglie dall’autorevolissimo sito tuttiicriminidegliemigrati.com, che segue molto da vicino l’operato del più cazzuto dei 38 fratelli Kyenge.

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Vittorio, cosa stavi facendo quando ti è venuta l’idea del post?

«Ero in ufficio, stavo mostrando amareggiato alla mia amica Martina la valanga di commenti offensivi sulla bacheca di uno dei miei contatti Facebook che aveva condiviso il link Kyenge: “Seconde case degli italiani e hotel agli immigrati” (fonte ilradar). Un post, l’ennesimo, confezionato appositamente per fomentare ‘guerre tra poveri’ dai soliti siti specializzati in bufale xenofobe. Già in passato ne feci uno sulla Kyenge, in cui annunciava le sue dimissioni: lo scopo era di sottolineare che il ministero dell’integrazione non riguarda solo gli immigrati ma sopratutto noi italiani. Riscosse un buon successo con gente in visibilio che esultava nonostante fosse chiaro sin dal titolo che il sostituto fosse Burzum; un musicista della scena black metal norvegese con deliri Breivikiani, ma il post era più concepito per essere una chicca per metallari.

«Così dissi alla mia amica della volontà di creare una dichiarazione come quella della seconda casa agli immigrati ma 10 volte più assurda e a largo raggio di coinvolgimento e lei mi suggerì di fare riferimento agli animali domestici: da lì l’articolo, ancora oggi non smetto di ringraziarla».

Come ci si sente ad aver scritto un post che ha fatto più di 400mila visualizzazioni in tre giorni?

«Sapevo che il post era andato oltre ogni aspettativa ma ora che sento le cifre dico: “Wow!”. È una bella soddisfazione per me, ma anche per il gruppo, senza il gran lavoro svolto da tutti i ragazzi di Lercio non ci sarebbe stata questa chiacchierata. Personalmente poi sono stato sommerso da complimenti di utenti ed amici e questo fa estremamente piacere».

E come ci si sente dal momento che almeno metà li hai tirati fessi?

«Decisamente divertito e stupito per il gran numero di utenti ‘trollati’, direi di essere stato ‘futilmente utile’. La gente ci ha ringraziato perché con l’articolo li abbiamo aiutati a far pulizia tra i loro contatti: e funziona! Con questo post molti insospettabili hanno tirato fuori il peggio di loro. Il fatto è che una gran parte dell’informazione, specie su internet, ha lo stesso taglio di Lercio, anzi, sono loro che prima ci hanno ispirato e poi ci mettono bonariamente ‘i bastoni tra le ruote’ in quanto sempre più vicini alla parodia di se stessi. I titoli estremizzati, gli scoop a tutti i costi, le storie più tristi del pianeta, gli scandali anche quando non ce ne sono, ogni volta che l’utente lo trova bello impaginato come negli altri giornali online, si fida, senza se e senza ma e se ne nutre voracemente, condannando le stesse testate a rifornire i lettori di notizie gonfiate solo per un clic».

Ne è venuto fuori un bello scambio: oltre 600 i commenti solo sul sito senza contare l’esplosione su Facebook. Che ne dici del dibattito che è venuto fuori dopo la pubblicazione dell’articolo?

«Si è parlato di tutto, di analfabetismo di ritorno, di Darwin e di ‘patente di voto’ da una parte, mentre dall’altra c’è stato chi ci accusava di essere come i siti oggetto della nostra satira, chi si augurava che il ministro ci querelasse (offendendola ancora di più a mio parere), gli immancabili spara sentenze armati di “questa non è satira” e poi, la maggior parte, quelli che non hanno neanche preso in considerazione il sito e sono andati diritti sull’incolpevole Ministro con insulti di ogni genere.

«Per fartela più breve possibile posso dirti le due cose che più mi hanno colpito in positivo ed in negativo della vicenda: la cosa migliore, il commento di un utente che ci ha definito così: “Lercio è la cartina di tornasole inutilmente sognata da Darwin: i commenti alle sue notizie permettono di riconoscere con grande faclità gli homo sapiens e gli anelli di congiunzione“.

«Mentre la cosa più triste è stato il fatto che tutti, scaltri e boccaloni nessuno escluso, hanno dato per scontato che gli immigrati mangiassero tranquillamente cani e gatti, questa è la vera, folle e tristissima realtà».

Ah, un’ultima cosa: una delle immediate conseguenze dell’essere diventato un autore famoso è stato il tuo “fidanzamento” (leggi qui), come procede con Selvaggia Lucarelli, avete progetti seri?

Vittorio Lattanzi e Selvaggia Lucarelli

Al momento la risposta di Vittorio non è riportabile. Conviene seguire Lercio per gli aggiornamenti.

 


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