Le Amiche, 10 anni di chiacchiere (e successo)

Cos’è un forum di questi tempi, i tempi dei social network? Il logo di Amiche

«È un ristorante di pesce al posto di un Fast Food, una libreria al posto di un’edicola, un bar dove sedersi a sorseggiare un aperitivo in compagnia invece di prendere un caffè veloce in autogrill». Abbiamo intervistato alcune delle Amiche che da quasi 10 anni scrivono e organizzano amiche.altervista.org

«I social network hanno portato all’uso quotidiano del web molte persone che prima si limitavano alle e-mail e a qualche ricerca sui motori, hanno incoraggiato alla condivisione della vita quotidiana (e dei propri dati sensibili, ma questo è un altro discorso). Tutto ciò è positivo, però a mio avviso la sensazione che l’utente prova di far parte di un gruppo, di una comunità è pesantemente determinata dalla struttura stessa della piattaforma “social”.

«Abbiamo l’impressione di essere in un luogo dove tutti sono in contatto con tutti, ma la nostra partecipazione attiva viene incasellata tra tante altre che scorrono col passare dei minuti, una specie di “Ansa” della vita privata. Cliccando un “mi piace”, scrivendo un commento dal cellulare può darsi che affiori quella microscopica domanda, quell’impercettibile senso di frustrazione: “ma a chi cavolo potrà interessare se mi piace quel che dice tizio o se sono d’accordo con l’abolizione del vattelappesca?”

«È sicuramente un tam tam efficace per far girare le notizie, ma la discussione si ferma un po’ lì, l’approfondimento risulta difficile, c’è già un nuovo caso sul quale avere un’opinione e gli argomenti precedenti, le foto divertenti o shockanti, i filmati curiosi o popolari sono già storia vecchia, moda passata».

«Ecco, penso cha la differenza stia tutta qua, in un forum ci si prende il tempo per leggere, riflettere, rispondere magari non oggi-adesso-in-questo-istante. Forse mi piacerà pensare a quel thread mentre mi faccio la doccia per poi mettermi al computer e dire la mia. Avrò la curiosità di vedere cosa ne diranno altre persone che non fanno parte della mia cerchia di amici nella vita di tutti i giorni, ma con le quali condivido alcuni interessi e che conosco bene, nonostante non le abbia mai incontrate. E mi capiterà di andare a documentarmi su un certo tema utilizzando il materiale scritto sul forum, o semplicemente di rileggere uno scambio di idee che mi era piaciuto e mi aveva arricchito».

Un’altra differenza tra i social network più popolari e i forum è il nick contro il nome reale, giusto?

MattaHari (amministratrice) – «Non solo.

«I forum ti danno tutto lo spazio che vuoi. Se hai la capacità di riempire 30 righe di un argomento interessante in modo accattivante, la gente ti legge. Si può raccontare molto di più. Su Twitter e Facebook bisogna essere veloci».

Shine – «Non è questione di anonimato, alcune di noi si conoscono di persona e ormai (proprio grazie ai social) non c’è più quel timore a rivelare se stessi su Internet, è un desiderio di esprimersi senza necessariamente portarsi appresso il fardello di ciò che siamo nella società, libere di dire, pensare e… cazzeggiare, perché no? Qualche esempio? Voglio cambiare lavoro e mi manca qualche dritta per iniziare la ricerca (e magari anche la spinta emotiva), ho litigato col moroso e ho bisogno di sfogarmi con chi mi può comprendere, la mia migliore amica compie gli anni e stavolta voglio farle un regalo davvero originale.

«Sono tutte circostanze che per ovvi motivi non desidero trattare “pubblicamente” con nome e cognome, ma un po’ più discretamente, in un certo qual modo il forum è più personale perché regala più spazio all’individuo ed è più “world wide” perché al suo interno è possibile dialogare con persone che difficilmente potremmo incontrare nelle nostre frequentazioni abituali. All’interno di un social network si mantengono vivi i contatti con i propri amici, mentre attraverso un forum si possono allargare gli orizzonti, confrontarsi con chi ha idee e abitudini molto diverse dalle nostre, con chi ha voglia di darti un consiglio senza chiedere nulla in cambio, cercando di farlo obiettivamente con il solo scopo di aiutarti e farti stare meglio».

Partiamo dall’inizio, come è cominciato Amiche?

Shine – «Alcune di noi frequentavano un forum tematico di tipo commerciale, purtroppo infestato da troll, privo di moderazione e veramente troppo dispersivo (in molte si iscrivevano per postare un messaggio e poi sparire nel nulla, si faceva fatica ad orientarsi e individuare i messaggi degni di nota).

«Un bel giorno, il 19 febbraio 2003, dopo attente ricerche e analisi tra i provider gratuiti che fornissero i servizi a noi necessari, ho preso l’iniziativa di creare questo forum su Altervista e parecchie utenti si sono iscritte subito. Da lì è cominciata questa indimenticabile esperienza, abbiamo creato uno staff, organizzato gli spazi, ci siamo date delle linee guida e… abbiamo iniziato a chiacchierare.

«L’idea era di costruire una casa per noi, dove poterci rilassare, discutere, ridere e scherzare. Il paragone con il bar riportato sopra, non deve far pensare che “Le Amiche” sia un luogo dove entrare e porre una domanda a bruciapelo, senza neanche presentarsi. Come in ogni circolo ci si conosce gradualmente e si acquisisce confidenza un po’ alla volta, se io do un consiglio a Liona, per esempio, è perché conosco la sua personalità e i suoi gusti.

«È chiaro che competere con le nuove forme di socialità internettiane è arduo, ci si sente degli Ulisse contro i Giganti, ma penso che prima o poi ci si renderà conto che il mordi e fuggi attuale lascia poco spazio “all’essere umani” e molto all’effimero. Con i social posso condividere ogni minimo accadimento della mia vita, con un blog posso approfondire personalmente i temi che mi interessano, però parlo più con me stessa che con gli altri, sono autoreferenziale, un forum è un luogo a metà strada dove posso condividere e costruire in estrema libertà, con un gruppo di persone a me affini».

«A dire il vero sono molto incuriosita da quel che sarà la futura vita sociale sul web, mi aspetto una veloce evoluzione (come quella volta che FriendFeed è stato soppiantato da Facebook), ipotizzo e immagino nuove prospettive di connessione. In fondo ai tempi delle chat chi si aspettava ciò che è venuto dopo? Ora i forum sono obsoleti, i blog potenzialmente sterili, i social network superficiali, Twitter e Pinterest limitati… se ci si pensa bene, ancora non è stata inventata la forma di aggregazione internettiana perfetta. O al contrario, nulla di quanto ho citato ha qualcosa che non va, sono solo modi diversi di stare al mondo (web-non-web). Che ne sarà di noi irriducibili del “login”?

Come va il traffico su Amiche?

«Un po’ di numeri di “Le Amiche”: nell’ultimo anno abbiamo avuto 260 mila visitatori unici che hanno visto 2 milioni e mezzo di pagine. Nell’ultimo mese si contano una media di 1.400 visitatori unici e 8 mila pagine al giorno viste. Il gradimento del nostro sito è aumentato col tempo e in maniera costante. Far parte della comunità di Altervista ed essere recensite per diversi anni dalla redazione ha certamente aiutato e questo, unito a qualche inserimento di articoli su siti come OK Notizie e forum di settore, come anche le nostre pagine Facebook  e Twitter  e un minimo di SEO ci hanno dato una mano a rendere solida la nostra presenza sul web (i social non prendono solamente, a volte restituiscono)».

Qualche ricordo speciale?

Shine – «Certi venerdì quando qualcuna, dopo un paio ore di scherzi e battute tra di noi, all’ennesimo tentativo di non sputacchiare sul monitor dopo aver letto l’ultimo messaggio esilarante, sentenziava che effettivamente era venerdì, il nostro venerdì. E allora avanti con lo svacco più totale e un “si salvi chi può” da parte delle ragazze più tranquille del gruppo.

«Ma anche i raduni, con la sveglia alle 6 del mattino e il treno per Milano che raccoglieva qualcuna di noi a ogni fermata e coincidenza. Il guardarsi un istante per poi riconoscersi subito, collegare il viso e la voce con lo scritto, dirsi con sorpresa che si era come ci si immaginava.

«E poi le nottate a discutere animatamente o azzuffarsi beatamente, a dirsi tutto nello spazio di una tastiera e a sentirsi vicine, comprese. Oppure a decidere i cambiamenti per il forum, mettere ai voti le proposte, lanciarsi in analisi forum-sociologiche prendendo spunto da un thread denso di significati».

 

 

Quali sono i vostri argomenti?

MattaHari – «Siamo un forum particolare. Non siamo nate per parlare di determinati argomenti, come accade per i forum tematici, che forse sono la maggioranza sul web. C’è gente accomunata dallo sport, dai viaggi, dal dialetto locale, dal trucco. Noi invece volevamo un posto per noi, dove poterci raccontare come ci andava, senza vincoli. Come abbiamo già spiegato sopra, il forum è nato da un’esigenza, la forma è venuta dopo. Parliamo di noi, di tutto, non di argomenti specifici. Ma per motivi organizzativi abbiamo dovuto suddividere il forum in una serie di sezioni.

«Magari ci dà fastidio chi usa il forum per pubblicizzare e vendere, ma siamo aperte alle profezie Maya e alla finanza. Ognuna di noi è diversa, ognuna porta un pezzettino di sé, le sue esperienze, la sua storia, i suoi problemi».

E quali sono gli argomenti che riscuotono maggior interesse tra le partecipanti del forum?

MattaHari – «Ovviamente dipende dai periodi, dallo stato d’animo di chi posta, dal tempo che le utenti hanno a disposizione.

«Ci sono però dei sempreverdi: il red carpet di Milla, gli angoli dell’urlo libero o del sorriso, gli argomenti di attualità».

Shine: “I cosmetici sono stati per anni uno degli argomenti principe, ma come ha scritto Matta, non siamo qui per limitarci e spesso gli argomenti personali e i quesiti interiori posti da una di noi hanno visto più partecipazione del thread sull’ultimo rossetto in commercio. Stabilire un contatto, parlarci, è sempre stato più importante. Cercare di dare una mano a chi la chiedeva, per poi magari buttarla sul ridere e strappare un sorriso a chi era triste è stato spesso lo spirito che ci ha animato.

logo amiche del 2008

«Ringrazio tutte le meravigliose donne che hanno fatto parte di noi. Non so come scriveremo il nostro futuro, se saremo diverse e altre da noi stesse, forse un giorno questo viaggio finirà, ma sono certa che non lo dimenticheremo».


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