Nintendo Club, 12 anni senza smettere di giocare

Abbiamo chiesto a Caribe, fondatore e uno degli amministratori del sito, di raccontarci la storia di Nintendo Club, partendo dall’inizio.

Cos’è il Nintendo Club?

Super Mario«È un gruppo di persone che si trovano per condividere una passione. Non è un Club esclusivo perché chiunque ne può fare parte e non si paga l’iscrizione, cosa che in effetti è molto positiva.
Tecnicamente è composto da due parti: il forum in cui si discute e il sito propriamente detto in cui si pubblicano gli articoli. È come una piazza in cui si può entrare, discutere di questo e di quello con le altre persone presenti e poi magari contribuire ai lavori di abbellimento del posto».

Quando è nato?

«Quasi dodici anni fa, nel Dicembre 1999, come piccolo siterello personale. Avevo appena avuto accesso ad Internet e a quei tempi il web italiano era molto molto rudimentale. Essendo appassionato di videogames ho cercato subito qualcosa sull’argomento, ma c’era veramente poco. Non c’era neanche il sito ufficiale Nintendo italiano. Così pensai che sarebbe stato carino fare una specie di rivista online con delle recensioni visto che era da poco uscito il Nintendo64. Nel giro di qualche mese riuscii a riunire un paio di persone e per mantenere i contatti venne creata una Mailing List, così come era usuale a quei tempi. Poi, poco tempo dopo, uno di questi primi collaboratori propose la creazione del forum. Forum e Mailing List hanno permesso di creare un primo gruppo di persone che hanno contribuito a dare una forma alla community, di caratterizzarla con una diffusa ironia e di dotarla dei suoi riti e del suo essere “drupaceo”. Incredibilmente alcune di queste persone partecipano attivamente ancora oggi!».

Il primo sito in italiano dedicato a Nintendo

Qual è la sua forza?

«Ho sempre cercato di dare al Nintendo Club un’impostazione in cui la differenza tra staff e utente comune fosse la più piccola possibile e dove chiunque può proporsi per i vari ruoli a disposizione, anche se non è detto che poi verrà accettato 😀 Ma in realtà non serve essere redattore, newser o moderatore per partecipare costruttivamente al sito o per proporre delle idee: ascoltiamo sempre le proposte di tutti e se qualcuno scrive un articolo lo pubblichiamo praticamente sempre.

Questa partecipazione collettiva ha portato il Nintendo Club ad avere decine e decine di articoli e centinaia di news aggiornate quotidianamente. Ognuno scrive secondo la sua personalità e quindi si passa da articoli molto tecnici ad altri di puro nonsense. L’importante è dare una mano se si ha del tempo a disposizione. Nel corso degli anni si sono avvicendate diverse generazioni di collaboratori e alcuni sono anche riusciti a trovare un lavoro vero grazie all’esperienza fatta scrivendo da noi.

Il Nintendo Club è anche la quotidianità sul forum a discutere di videogames, ma anche, per esempio, dei propri problemi di adolescente o delle proprie passioni musicali. I forti legami che si creano tra le varie persone hanno reso molto interessanti gli incontri che abbiamo organizzato nel tempo. Trovarsi dal vivo dopo essersi parlati per anni via forum è un’esperienza veramente curiosa».

Nintendo Club ha una community varia e appassionata

Com’è composta la community: teenager o giocatori di lungo esperienza?

«L’età è molto varia e penso molto più alta di quello che si possa credere: il grosso degli utenti dichiara di avere tra i 18 e i 28 anni. Ma ci sono anche molti ragazzi con meno di 14 anni e alcuni con più di 40. Di solito i nuovi arrivati sono adolescenti che scoprono i videogames e sentono la necessità di condividere questo loro interesse. Sul Nintendo Club trovano gente con un’ampia cultura videoludica e trovano quindi carburante per alimentare la propria passione. Altre volte si tratta di ragazzini molto giovani che hanno già la capacità di leggere e scrivere e si divertono a dire la loro, ma poi passa il tempo e chi aveva 14 anni adesso va all’università. A volta si tratta di adulti che hanno difficoltà a trovare dei coetanei appassionati di Super Mario, ma sul Nintendo Club il problema non esiste. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.
Il fatto che ci siano tanti ragazzi giovani ci obbliga ad una costante opera di moderazione per tenere sotto controllo argomenti, linguaggio e grammatica. Ci teniamo ad avere delle discussioni rispettose del prossimo e quanta impostazione alla lunga ha pagato».

Wii U, cosa ne pensate?

«Il Nintendo Club raccoglie soprattutto quelli che vengono definiti “hardcoregamers” ed è una categoria che è rimasta parzialmente delusa dal Wii perché molta dell’attenzione di Nintendo è andata verso i giocatori casuali grazie alla semplicità di utilizzo del telecomando Wii (il Wiimote). Molti titoli ad effetto sono stati pubblicati esclusivamente sulle console concorrenti e ci siamo sentiti un pochino abbandonati. Ultimamente però ci sono stati diversi segnali di un cambio di rotta e il Wii U, oltre all’innovativo controller, dovrebbe avere delle caratteristiche tecniche che gli dovrebbero permettere di ricevere pieno supporto da tutte le software house. Noi lo speriamo e intanto ci trastulliamo con i rumors e le prime immagini relative ai giochi futuri perché se siamo rimasti fan di mamma N ai tempi bui del Nintendo64, quando sapevamo solo noi della sua esistenza, figurarsi adesso!».

Il 3D secondo la grande N, una rivoluzione o moda passeggera?

«Il mondo delle console portatili sta vivendo un momento di ansia a causa degli smartphone che a livello tecnico sono già allo stesso livello e spesso addirittura oltre. Le console portatili hanno comunque una qualità dei giochi nettamente superiore e una comodità d’uso maggiore, ma c’era bisogno di un’altra caratteristica di differenziazione e il 3D può essere la strada giusta. Chi lo prova rimane stupito e si diverte, ma malgrado questo per il momento il 3DS non ha fatto il botto come forse ci si aspettava. Forse bisognerà aspettare una seconda versione del 3DS per avere la consacrazione».

la Wii su NIntendo Club

Le altre console si son adattate ad un modo di giocare “più fisico” per seguire il Wiimote (vedi Kinetic di Microsoft e il Move di Sony). Il futuro è meno joypad e più “realtà aumentata”?

«Credo che i creatori di videogames sognino tutte le notti di prendere i giocatori e di buttarli all’interno del gioco a farli saltare con Super Mario o a esplorare mondi alieni con Samus Aran e prima o poi si arriverà. Nell’attesa bisogna pensare al fatto che Nintendo ha lanciato il Wiimote, e quindi l’interazione fisica, più di 5 anni fa ed è proprio ora che si faccia un nuovo passo in avanti. Il nuovo controller del Wii U propone il concetto di realtà aumentata come possibilità di manipolare una parte di realtà come se fosse parte del gioco. Penso che nei video dell’E3 abbiamo visto solo una parte di ciò che hanno in mente in Giappone e quindi scopriremo le vere potenzialità solo al momento del lancio. Credo che l’obiettivo sarà quello di convincere ancora più persone a provare a giocare anche se non lo hanno mai fatto prima, ma sono certo che per i giochi tradizionali ci sarà sempre grande spazio, anche solo perché è il mercato a chiederlo».

Vuoi aggiungere qualcosa?

«Vorrei salutare tutti i nc-clubbers che leggeranno questa intervista e invitarli a inchinarsi di fronte a tutta questa saggezza trasudata e messa per iscritto dal loro sommo Caribe [piuttosto mi impicco nd Stanislav].

Inoltre vorrei ricordare che si dice “IL Wii” e “IL DS”. Se volete dire “LA Play” potete farlo assieme ai vostri amici plaisteiscionari fighetti, ma sappiate che vi odiamo ;-)».

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22 pensieri su “Nintendo Club, 12 anni senza smettere di giocare

  1. Bravo Caribe, bella intervista. Obiettivamente 12 anni sono proprio tanti, considerando che anch’io c’ero, ogni tanto non mi sembra siano passati veramente; penso di essere rimasto lì, fermo inchiodato ai primi passi del sito. 🙂

    1. Complimenti Caribe!
      Se a 2 anni avrei saputo leggere e scrivere sarei stato uno dei soci fondatori.
      *s’inchina*

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