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«Tra la scrivania di casa e un server negli Usa», com'è nata Altervista

Greta Sclaunich, sul blog E-Story del Corriere.it racconta come è nata quella che adesso si chiamerebbe una start up di successo ma che dodici anni fa sembrava un’idea assurda: fare aprire gratis un sito web a chi ne avesse voglia.

«Lavoravo da solo, da casa, e tutto il mio equipaggiamento si riduceva ad un computer portatile. Dovevo sacrificare tutto il mio tempo libero, e spesso mi ritrovavo la guardia di finanza nel soggiorno: nei primi anni 2000 il concetto di fornitura di un servizio sul web non era molto chiaro, quando si aprivano procedure nei confronti di un sito venivano da chi lo ospitava. Quindi da me». Altervista, ricorda il fondatore Gianluca Danesin, è nata così. Tra la scrivania di casa e un server negli Usa, tra la diffidenza per il web del post-bolla new economy e l’idea di uno studente di ingegneria 19enne della provincia di Alessandria. Da quel 22 dicembre 2000 ad oggi la storia della piattaforma italiana per la creazione di siti e blog si può riassumere in pochi dati: 8 milioni di utenti unici al mese, 5 miliardi di file scambiati, circa un migliaio di nuovi siti creati ogni giorno. E due milioni di siti aperti in totale, traguardo raggiunto il 30 maggio.

Gianluca Danesin, il fondatore di Altervista

Leggi il resto dell’intervista a Gianluca su E-Story, clicca qui.

Paolo Nori, il blog e la propria faccia

Una volta mi era capitato di scambiare delle mail con Paolo Nori, in una di questa c’era la domanda: «come si sta quando si sta per finire un romanzo?» intendevo il romanzo di cui si parla alla fine di questa intervista, e Paolo mi aveva risposto: «Non lo so».

Nei mesi che sono seguiti il blog di Paolo Nori è arrivato su Altervista e, dopo avergli chiesto se si trovava bene, gli ho chiesto se aveva voglia di fare una piccola intervista, quella che segue, e lui mi ha risposto «Certo».

Eccola qui.

Il logo del sito di Paolo Nori, su AltervistaUna volta hai scritto:

«Mi sembrava che noi, mi era venuto in mente, fossimo stata la prima generazione che, se ci davano un lavoro, non era perché c’era bisogno, ci facevano un favore».

Tu sei del ’63. Per quel che ne vedi come ti sembra che sia la relazione con il lavoro di uno nato, per esempio, negli anni ’90? (o anche negli anni ’80, ammesso che ci sia una differenza).

«Mi sembra che non sia cambiato molto, rispetto a noi degli anni ’60, se non il fatto che con noi degli anni ’60 c’era questa strana abitudine che, quando lavoravamo, ci pagavano».

Un’altra volta hai scritto:

«Come se il giornale lo scrivesse tutto la stessa persona, o come se, appunto, avessero tutti la stessa faccia, i giornalisti, a guardarli, e tutti la stessa voce, a sentirli parlare; tutti gli articoli fatti tutti da dei sosia vestiti tutti uguali, con le case tutte uguali, con le mogli e i figli tutti uguali, le stesse passioni, le stesse abitudini, le stesse manie, gli stessi gusti alimentari che vanno a mangiare negli stessi ristoranti, guardano gli stessi film, vanno a letto alla stessa ora non è bellissima, come impressione».

Ecco, com’è che si fa ad avere, scrivendo, una faccia propria?

«La propria faccia uno ce l’ha, non deve sforzarsi di cancellarla, mi viene da dire».

Secondo me, a leggerlo, hai un bel rapporto col tuo blog. Tutti i giorni ci metti qualcosa, magari una citazione, magari un articolo corto o uno più lungo, uscito su qualche giornale; dai le indicazioni per incontri pubblici, gli appuntamenti per le classi di scrittura emiliana. Insomma: il tuo rapporto con il tuo blog mi sembra un bel rapporto. Ho ragione, è sempre stato così?

«Sono molto contento che Alessandro Bonino mi abbia convinto, ormai diversi anni fa, a aprire un blog. Avevo paura che tenere un blog ostacolasse la scrittura dei libri, è successo il contrario, l’ha favorita; il blog è uno strumento col quale io mi trovo molto bene, ho avuto solo dei problemi, all’inizio, con i commenti, poi, da quando abbiamo deciso, con Alessandro, di interdirli, è andato tutto benissimo, mi viene da dire».

La banda del formaggio, di Paolo Nori (Marcos Y Marcos)Stanno per uscire dei tuoi libri nuovi (traduzioni comprese)?

«Sta per uscire un romanzo per Marcos y Marcos che si chiama La banda del formaggio, e poi, ma più avanti, verso la fine dell’anno, uscirà La morte di Ivan Il’ič, di Tolstoj».

In realtà, la prima domanda che avevo mandato a Paolo, per questa intervista, era «Come stai?», subito sotto a “Ciao Paolo”. Ma non c’era la risposta, allora gli ho scritto: «l’hai evitata apposta la domanda su come stai?». «Non l’ho vista -Mi ha risposto- Sto bene». Il blog di Paolo Nori è qui.

Martina Spinaci: «Semplicità e molti assaggi la mia ricetta per il successo»

Ciao Martina, raccontaci il tuo blog: di cosa parla, quando è nato, come sta andando?

«Il mio blog è nato nel lontano giugno 2007 per un caso fortuito. In quel periodo il mio hobby principale era la pittura ad olio e mia sorella mi aveva parlato della possibilità di far conoscere la mia arte sul web utilizzando un blog. Io a quell’epoca avevo il computer solo da due anni e lo stavo imparando ad utilizzare da sola, l’idea di un blog mi sembrava molto lontana dalle mie possibilità, però sono anche una che ama provare le novità quindi, appurato che non avrei pagato un centesimo mi sono decisa e l’ho aperto su Blogspot. Si chiamava Pittrice per gioco e credo che sia ancora on line. Poi nel giro di poco tempo la passione per la pittura è venuta a mancare così come il materiale da condividere in rete. Mi dispiaceva accantonare il blog perché avevo visto che era un passatempo che mi riempiva qualche mezz’ora al giorno, però non sapevo più che raccontare a quel punto. Da questo mi è venuta l’idea di aprire un altro blog per parlare di una cosa che a casa mia non sarebbe mai mancata, ovvero la cucina!

Nella cucina di Martina il motto è "ingredienti semplici".

A quel tempo non c’erano tanti blog di cucina, o per lo meno io non li conoscevo, quindi ho iniziato andando a tentoni. La cosa però mi ha stancato presto sia per le scarsissime visite che per i pochi o quasi assenti commenti. Pensando che non interessasse a nessuno non l’ho semplicemente più aggiornato. Sono stata ferma un anno esatto. Nel frattempo mi sono comunque appassionata di cucina e sono approdata sul sito GialloZafferano.it anche loro nati da poco. Un giorno nella chat del forum, Deborah della redazione mi dice che aveva visto il mio blog di cucina… per fortuna che eravamo divise da un paio di monitor perché credo di essere diventata rossa come un pomodoro dalla vergogna! Infatti nemmeno ricordavo più la sua esistenza! Da quel giorno sono ritornata sul blog ed ho ricominciato ad aggiornarlo usando le ricette che nel frattempo avevo condiviso sul forum.

Nel 2008 il popolo dei foodblogger si era rimpinguato e finalmente avevo anche un riscontro in commenti ed in visite, insomma da quel giorno non mi sono più fermata! Ora mi ritrovo tra i primi risultati dei motori di ricerca ed ho una media di 1328 visitatori giornalieri e di 25900 pagine viste al giorno, statistiche AlterVista per il mese di Ottobre 2011. Sono in costante crescita ed il mio blog non ne risente anche se non lo aggiorno per una settimana, quindi direi che va bene, no?».

 

La ricetta della semplicità

 

Quali sono gli ingredienti che usi per scrivere sul blog?
«Gli ingredienti materiali sono i più semplici che si possano trovare sul mercato, se propongo una ricetta è perché l’ho fatta e l’ho provata. Non sono una chef, ma semplicemente una pigrona che si è vista diventare moglie all’età di 20 anni e mamma a 22, ed è stata costretta ad imparare a cucinare per la sua sopravvivenza e quella dei suoi cari! Anche qui mi ha aiutato la mia curiosità nel provare nuovi abbinamenti (e qualche sacco dell’immondizia riempito di nascosto con piatti che facevano veramente ribrezzo!).

La semplicità è un ingrediente che uso per scrivere sul mio blog dove raramente troverete post che non siano ricette. Non mi piace scrivere di me nei miei post, a parte una piccola introduzione se necessaria. Il mio stile di vita è basato su una frase “non propinare agli altri quello che darebbe fastidio a te” e cerco di applicarla ovunque. Mi sono spesso trovata ad ignorare post su blog “griffati” solo perché la ricetta era situata moooooooolto sotto ad un racconto di vita di una persona della quale conosco solo un nikname. Quindi penso che ciò che fa la Martina quando non cucina non interessi nessuno… e se a qualcuno dovesse per forza interessare mi aggiungerà su Facebook, ho il badge nel blog per trovarmi subito».

Il tuo piatto forte?
«I passatelli!!!! Da buona Nord-marchigiana che ha influenze romagnole adoro la pasta fresca e i passatelli sono uno di quei piatti che mi viene bene in qualsiasi modo decido di prepararlo e, guarda un po’, anche questi sono fatti con pochi e semplici ingredienti… tanto che si mangiano bene pure senza condimenti».

I passatelli di Martina nella variante al persico e finferli

 

Successo a tavola

 

Hai creato una community intorno al tuo sito, come sei riuscita a coinvolgere i tuoi lettori? Che strumenti hai usato?
«Non lo so, non credo che debba essere io a dirlo. Però dato che me lo chiedi mi ci hai fatto pensare. Mia sorella dice che ce l’ho nel DNA, proprio in questi giorni mi ricordava come quando ero sedicenne avevo creato una mia piccola community di amici di penna… ero arrivata a più di 90 corrispondenti da tutta Italia! Alla fine ho lasciato perdere per mancanza di tempo e perché cominciava a costare un patrimonio in francobolli, e pensare che nella realtà sono una persona molto taciturna, potrei stare anche tutta la giornata senza dire una parola ad alcuno e non ne sentirei la mancanza. Però mi piace scrivere. Ogni tanto comincio anche a scrivere un romanzo… penso di averne iniziati una decina ormai! Comunque nonostante io sia nata nei primi anni settanta (a proposito lo sai che compio 40 anni proprio il 22 dicembre del 2012? Farò una grande festa alla faccia dei Maya!) mi sento a mio agio nel web.

Una mia cara amica un giorno mi ha detto che faccio proseliti perché sto nel mezzo tra i cervelloni (voi) che chiamate un archivio host e le casalinghe che Lost lo guardano in TV! Se ho usato degli strumenti per ottenere tutto il seguito che ho l’ho fatto a mia insaputa, sono su Facebook da tanto tempo, ma ci sto perché mi diverto, non è che mi sono iscritta con l’intento di usarlo a mio favore. Ho il profilo pubblico e aperto a tutti perché non ho nulla da nascondere e se qualcosa non lo voglio far sapere semplicemente non lo dico, penso che le persone apprezzino di me anche questo mio lato così aperto e sincero, raramente ho ritrattato qualcosa che ho scritto… anzi non credo che mi sia mai capitato».

Da qualche mese la piattaforma del tuo blog è cambiata, passando ad AlterVista, cosa te ne pensi?
«Mi trovo benissimo con questa nuova gestione! Io vengo per prima cosa da Blogspot, poi nel 2009 mi è stato chiesto di diventare il tester della piattaforma Giallo Zafferano gestita da Giallozafferano. L’intenzione e l’idea sono state buonissime, io ci ho creduto veramente tanto anche se non avevamo i mezzi per avere una macchina a pieno regime. Infatti parecchi blog che avevano aperto con noi hanno preferito trasferirsi altrove a causa di vari malfunzionamenti che spesso la piattaforma aveva. Da qui l’idea della redazione di chiedere aiuto ad AlterVista, e per fortuna! Ora funziona tutto benissimo! I nostri blog sono su WordPress e i ragazzi di AlterVista tengono tutto sotto controllo, posso dirmi assolutamente soddisfatta di questo matrimonio… in più sono italiani! Quando ero su Blogspot era un delirio non solo avere una risposta ma anche capirla! Diciamo che qui si potrebbe andare a suonare alla loro porta… ;)».

 

Guadagnare divertendosi

 

Su AlterVista-GialloZafferano puoi aprire gratis il tuo blog e se inserisci i banner pubblicitari anche guadagnare soldi veri. Come ti trovi?
«Sto diventando ricca!!!! Scherzi a parte, ho usufruito per due anni degli AdSense di Google, in pratica, in questo lasso di tempo, ho ricevuto 4 assegni di 75 € l’uno di cui 7 € andavano spesi in tasse perché i soldi venivano dall’Irlanda. Diciamo che spesso avevo pensato di cancellarmi dal programma perché per andare a depositare l’assegno in posta perdevo anche del tempo prezioso.

Una volta approdata sulla nuova piattaforma, a giugno di quest’anno, avevo deciso di non rinnovare gli AdSense e di non mettere la pubblicità AlterVista. Un giorno girovagando sul forum di AlterVista in cerca di aiuto per altre cose, mi sono imbattuta per caso in un post che parlava di pubblicità. Siccome le novità mi stuzzicano ho detto: “perché no?” ho provato e ho cominciato a vedere con molto stupore i miei guadagni aumentare… confesso che fino a che non ho richiesto il primo saldo dentro di me il pensiero era “ci sarà di sicuro la fregatura” e invece arrivata a 36 € ho potuto chiedere il saldo che mi è stato accreditato sul mio conto Paypal. È filato tutto liscio come l’olio e addirittura ai primi di ottobre ho chiesto il secondo saldo. Insomma una volta al mese dovrei riuscire a prendere questi soldi. Non sono tantissimi ma diciamolo… è un blog, non è mica un lavoro! Penso che userò quei soldi per comprare degli attrezzi da cucina e del materiale da utilizzare per le mie ricette… già ho comprato delle tazze da cappuccino che nelle foto sono la fine del mondo!».

Cosa diresti per convincere qualcuno ad aprire o trasportare un blog su questa nuova piattaforma?
«Direi che questo è il paradiso dei blogger! Ti permettono di aprire un blog gratis su WordPress e con tutta l’assistenza e la competenza di bravi tecnici sempre presenti, ti danno la visibilità di Giallo Zafferano: un nuovo blog ogni volta che pubblica supera alla grande anche le 300 visite perché il suo post viene visualizzato nella home page dei blog e in quella del sito quindi ti danno una spinta notevole per farti conoscere nella blogosfera e in più, se vuoi, ti pagano anche in soldi veri senza che tu faccia nulla se non divertirti con il tuo blog. Cosa si può chiedere di più? Penso nulla!».

Il blog di Martina Spinaci: Nella Cucina di Martina.