Archivi tag: Lercio

È una bufala, no?

È dappertutto: su giornali autorevoli e webzine appena concepite, si fanno fitti gli appelli alla calma e all’ordine.

Se quindi incrociate un amico che condivide questa storia sul suo profilo, siete pregati di avvisarlo che si tratta di una notizia non vera.

Mette in guardia Mauro Manfò, dal blog de L’Espresso.

Uhm, ma siamo sicuri?

In principio è stato il verbo di Spinoza, le battute sull’attualità raccolte sul forum e disseminate sul blog.

Poi è venuto il figliol prodigo: Lercio, con le sue parodie: verosimilissime.

Ora è allarma sociale:

fate attenzione alle notizie che condividete. Controllate e ricontrollate sempre quello che leggete e, al minimo accenno di dubbio, NON condividetela.(“Come costruire facilmente una bufala”, qui).

Bufala

Ecco le migliori delle ultime settimane: orgogliosamente ospitate da Altervista.

Dal Corriere del CorsaroDove l’informazione che non conosce censure

Roma, si risveglia durante il suo funerale esce dalla bara e aggredisce il prete a morsi (leggi).

Dal Corriere del Corsaro

Dal Corriere del Mattino – La verità su ciò che gli altri non vogliono rivelare

Europa – 1500 € mensili per chiunque ospita una Ragazza Ucraina (leggi)

Corriere del mattino la news sulle ragazze ucraine

Dal Gazzettino web – Notizie incredibili!

Catturata e uccisa un’anaconda gigante nella Foresta Amazzonica (leggi)

Anaconda gigante sul gazzettino web

Da Il Menzogniero

Roma, termina in tragedia discussione su La grande Bellezza: due morti (leggi)

La grande Bellezza, fonte di grandi discussioni

Dalla Gazzetta del NordNews, gratis, sempre!

Hai un cane? Potrai usufruire di un sussidio di 900€ annui (leggi)

Sussidio per il tuo cane!

Quindi: attenzione a non divertirvi scambiando il vero per falso e domani buona festa della bufala a tutti.

Il Ministro Kyenge, i gatti e quattrocentomila visite

Abbiamo incontrato Vittorio Lattanzi, uno degli autori di Lercio, alla Blogfest 2013 a Rimini. Dopo aver festeggiato l’incredibile risultato di Lercio ai Macchianera Awards: zero premi su tre candidature, poco prima di salutarci, al termine di un dibattito sulla satira in cui non l’hanno fatto intervenire, Vittorio ci dice di prepararci a un colpo grosso, forse molto grosso: un articolo che farà il botto. Aveva ragione. L’articolo cominciava così:

«Prendiamo i cani e i gatti degli italiani per sfamare gli immigrati, vi rendete conto di quanti salmoni, vitelli, polli e selvaggina vanno a questi inutili animali da compagnia? E’ uno spreco inaudito» Sarebbe questa la dichiarazione shock del ministro Kyenge riportata da un’intervista a porte chiuse origliata da un portantino che poi l’ha raccontata alla moglie dall’autorevolissimo sito tuttiicriminidegliemigrati.com, che segue molto da vicino l’operato del più cazzuto dei 38 fratelli Kyenge.

(leggi tutto)

Vittorio, cosa stavi facendo quando ti è venuta l’idea del post?

«Ero in ufficio, stavo mostrando amareggiato alla mia amica Martina la valanga di commenti offensivi sulla bacheca di uno dei miei contatti Facebook che aveva condiviso il link Kyenge: “Seconde case degli italiani e hotel agli immigrati” (fonte ilradar). Un post, l’ennesimo, confezionato appositamente per fomentare ‘guerre tra poveri’ dai soliti siti specializzati in bufale xenofobe. Già in passato ne feci uno sulla Kyenge, in cui annunciava le sue dimissioni: lo scopo era di sottolineare che il ministero dell’integrazione non riguarda solo gli immigrati ma sopratutto noi italiani. Riscosse un buon successo con gente in visibilio che esultava nonostante fosse chiaro sin dal titolo che il sostituto fosse Burzum; un musicista della scena black metal norvegese con deliri Breivikiani, ma il post era più concepito per essere una chicca per metallari.

«Così dissi alla mia amica della volontà di creare una dichiarazione come quella della seconda casa agli immigrati ma 10 volte più assurda e a largo raggio di coinvolgimento e lei mi suggerì di fare riferimento agli animali domestici: da lì l’articolo, ancora oggi non smetto di ringraziarla». Continua a leggere

Lercio, le news che fanno ridere

Non so voi, io rido tutte le volte che capito davanti a un link del Lercio. E ultimamente capita di incontrarli spesso, in giro, i link del Lercio. Abbiamo chiesto a Michele Incollu di raccontarci il sito che ha fondato.

Facciamo la carta di identità del Lercio, quando nasce, come mai avete deciso di chiamarlo così?
«Lercio nasce circa otto mesi fa come parodia di Leggo.it, il popolare sito di notizie. Per il nome serviva una parola simile a ‘Leggo’ per poter riprendere la grafica del logo originale. ‘Lercio’ mi è sembrata una buona soluzione».

Come sta oggi?
«Molto bene. I lettori aumentano e ci divertiamo parecchio a scriverlo».

lercio

Continua a leggere